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	<title>Come un pesce su un albero &#187; Social Network</title>
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	<description>Arrampicarsi sulla vita una pinna alla volta</description>
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		<title>Social network e usabilità</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 08:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ziqu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità&Usabilità]]></category>
		<category><![CDATA[interazione uomo macchina]]></category>
		<category><![CDATA[interfacce utente]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[usabilità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche se i social network sono difficili da usare hanno grande successo. Questa realtà contraddice le previsioni dell'odierna concezione di usabilità: il web 2.0, il web sociale, impone nuove problematiche allo studio dell'interazione uomo macchina. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se usate <a href="http://www.new.facebook.com">Facebook</a>, potrebbe esservi arrivato l&#8217;invito ad entrare nel gruppo &#8220;<a title="home del gruppo" href="http://www.new.facebook.com/groups.php?ref=sb#/group.php?sid=2c13c9776d1b489953cc74aa55edd981&amp;refurl=http%3A%2F%2Fwww.new.facebook.com%2Fs.php%3Fq%3Dnuovo%2Bfacebook%26init%3Ds%253Agroup%26k%3D200000010%26n%3D-1%26sid%3D2c13c9776d1b489953cc74aa55edd981&amp;gid=26844886242">Il nuovo facebook non ci piace</a>&#8221; che riporta la seguente descrizione:<br />
<cite class="citaz"> Abbiamo provato il nuovo facebook e l&#8217;abbiamo trovato complicato, poco pratico e decisamente poco intuitivo! Vi prego non toglieteci la vecchia versione! </cite></p>
<div class="toc">
<h3>Indice</h3>
<ol>
<li><a onclick="javascript:jumpScroll()" href="http://www.ziqurrat.it/2008/09/social-network-e-usabilita/#toc-rileggere-la-definizione-di-usabilit">Rileggere la definizione di usabilità</a></li>
<li><a onclick="javascript:jumpScroll()" href="http://www.ziqurrat.it/2008/09/social-network-e-usabilita/#toc-nuovi-problemi-per-lusabilit-riferita-ai-social-network">Nuovi problemi per l&#8217;usabilità riferita ai social network</a></li>
<li><a onclick="javascript:jumpScroll()" href="http://www.ziqurrat.it/2008/09/social-network-e-usabilita/#toc-ritornando-a-facebook">Ritornando a Facebook</a></li>
</ol>
</div>
<p>Si sono iscritte oltre 17.000 persone.<br />
Personalmente non ho aderito poiché non condivido il reclamo tuttavia penso che i designer di Facebook si saranno messi le mani dei capelli. C&#8217;è di che preoccuparsi se 17.000 e passa utenti ti dicono che la nuova interfaccia del tuo sito è scomoda e complicata! E le cose sono anche peggiori poiché esistono almeno altri 12 gruppi analoghi in italiano e anche di più contando quelli in <a title="1,000,000 AGAINST THE NEW FACEBOOK LAYOUT!" href="http://www.new.facebook.com/s.php?sid=0&amp;refurl=http%3A%2F%2Fwww.new.facebook.com%2Fs.php%3Fsid%3D0%26init%3Dq%26sf%3Dp%26k%3D200000010%26n%3D-1%26q%3Dnew%2Bfacebook%26s%3D20&amp;init=q&amp;sf=p&amp;k=200000010&amp;n=-1&amp;q=new%20facebook&amp;hash=ef322e947f223225d781291e817b962a&amp;s=10#/group.php?sid=0&amp;refurl=http%3A%2F%2Fwww.new.facebook.com%2Fs.php%3Fsid%3D0%26init%3Dq%26sf%3Dp%26k%3D200000010%26n%3D-1%26q%3Dnew%2Bfacebook%26s%3D0&amp;gid=27233634858">lingua inglese</a> (2 milioni di iscritti!) e altre lingue.<br />
Questo episodio e l&#8217;<a href="http://www.usabile.it/352008.htm">articolo di Boscarol</a> su <a href="http://www.usabile.it">Usabile.it</a> forniscono il pretesto per parlare del tema dell&#8217;usabilità dei social network.<br />
<span id="more-458"></span></p>
<h2 id="toc-rileggere-la-definizione-di-usabilit">Rileggere la definizione di usabilità</h2>
<p><cite class="citaz">ISO 9241-11 : ”The extent to which a product can be used by specified<br />
users to achieve <strong>specified goals</strong> with <strong>effectiveness, efficiency and satisfaction</strong> in a specified <strong>context of use</strong>.”</cite></p>
<p>Il grassetto è mio e serve ad evidenziare i nodi del problema: quali sono gli obiettivi di un utente alle prese con un social network? E come possiamo definire efficacia, efficienza e soddisfazione nel contesto dello specifico social network in uso?<br />
Quando utilizzo Facebook il mio obiettivo è diverso da quando uso Twitter o LinkedIn o Anobii, diversissime poi sono le interfacce con le quali mi trovo ad interagire. L&#8217;usabilità è una disciplina molto labile proprio perché non può concedersi eccessive generalizzazioni.</p>
<p>L&#8217;attuale concezione dell&#8217;usabilità mal si applica ai social network in ragione dell&#8217;eccessiva <strong>preminenza del tema dell&#8217;efficienza</strong>.  Efficienza ed efficacia tendono probabilmente a prevalere poiché sono misurabili direttamente rispetto agli altri parametri di valutazione dell&#8217;usabilità. L&#8217;utente riesce a completare il compito? Quanto tempo impiega? Quanti errori? Quanti click?  Questi aspetti si posso esprimere numericamente quindi hanno l&#8217;alibi dell&#8217;oggettività, non si può però misurare altrettanto oggettivamente il gradimento. La stessa selezione degli scopi può essere influenzata dal punto di vista dell&#8217;osservatore.</p>
<p>Ma quanto senso hanno queste misurazioni in relazione alla valutazione dell&#8217;usabilità dei social network?<br />
L&#8217;obiettivo dell&#8217;utente in questi casi non è<em> fare qualcosa con la macchina</em> ma <em>relazionarsi con qualcuno attraverso la macchina</em>. Su Facebook vado per giocare<em> con gli amici</em>, su Anobii per parlare di libri <em>con altri appassionati di lettura</em>, su LinkedIn per coltivare la mia reputazione professionale <em>presso le aziende e altri lavoratori</em>.  La relazione non è uomo-macchina ma <strong>uomo-uomo attraverso la macchina</strong>. Proprio per il contesto sociale in cui si impiegano queste applicazioni, i loro usi sono soggetti ad elaborazioni del tutto imprevedibili che nascono dalle relazioni che gli utenti sviluppano attraverso di esse. C&#8217;è una elaborazione sociale dello strumento che spesso sfugge alle possibilità di previsione e controllo dei creatori.</p>
<h2 id="toc-nuovi-problemi-per-lusabilit-riferita-ai-social-network">Nuovi problemi per l&#8217;usabilità riferita ai social network</h2>
<ul>
<li>l&#8217;usabilità attuale tende ad analizzare l&#8217;interazione globale con un sito scindendola in  singoli compiti ben definiti: compilare un modulo, acquistare on line etc.. Diversamente da un compito con obiettivi prefissati, l&#8217;interazione tra persone non segue schemi costanti: scopi e modalità dell&#8217;interazione possono evolvere nel corso della stessa o addirittura essere autoreferenziali (relazione fine a se stessa);</li>
<li>Diversamente dall&#8217;interazione uomo macchina, che è uno-a-uno, la relazione tra persone può essere uno-a-uno o uno-a-molti o molti-a-molti. La prospettiva non è più quella del singolo utente ma della simultanea presenza di almeno 2 utenti;</li>
<li>l&#8217;interazione classica uomo macchina è del tipo &#8220;computer fai qualcosa&#8221;, l&#8217;interazione tra persone invece prevede la negoziazione degli obiettivi e dei ruoli.</li>
</ul>
<div class="correlati">
<h3 class="toc_ignora">Approfondimenti</h3>
<ul>
<li>Boscarol M<br />
<a href="http://www.usabile.it/352008.htm"><em>L’usabilità e le interfacce sociali (e ubique)</em></a></li>
<li>Spolsky J.<br />
<a href="http://www.joelonsoftware.com/articles/NotJustUsability.html"><em>It&#8217;s Not Just Usability</em></a></li>
<li>Nielsen J.<br />
<em><a href="http://www.useit.com/alertbox/web-2.html">Web 2.0 can be dangerous</a></em></li>
<li>Hartikainen P.<br />
<a href="http://www.hiit.fi/~oulasvir/58307110/ubic_pirkka_hartikainen_draft.pdf"><em>Usability of Social Ubiquitous Computing</em></a></li>
<li>Boyd D.<br />
<a href="http://www.danah.org/papers/Supernova2004.html"><em>Autistic Social Software</em></a></li>
</ul>
</div>
<p>Come rimarcato nell&#8217;articolo di Boscarol e in altri (vedi box) si apre un intero nuovo campo di studio per l&#8217;usabilità, concetti e metodi di indagine. Rimando a queste trattazioni più accurate i lettori interessati. Vorrei però sottolineare che, fintanto che la macchina si frappone tra le persone, i problemi base dell&#8217;interazione uomo macchina restano.</p>
<h2 id="toc-ritornando-a-facebook" style="clear:both; margin-top:3em;">Ritornando a Facebook</h2>
<p>In circostanze in cui la macchina è veicolo della relazione, l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia sono sì importanti ma non sono decisive:<br />
<cite class="citaz">an application that does something really great that people really want to do can be pathetically unusable, and it will still be a hit. And an application can be the easiest thing in the world to use, but if it doesn&#8217;t do anything anybody wants, it will flop. (<a href="http://www.joelonsoftware.com/articles/NotJustUsability.html">It&#8217;s Not Just Usability &#8211; Joel on Software</a>)</cite><br />
Gli utenti che si sono lamentati della nuova edizione di Facebook non hanno smesso di usarlo poichè, per loro, il divertimento e la soddisfazione restavano comunque superiori allo sforzo di apprendimento necessario per affrontarne i cambiamenti.<br />
A mio giudizio, Facebook ora è più ordinato ma meno flessibile nella gestione della privacy. Nella fase di transizione, la nuova interfaccia ha dato dei problemi di incoerenza e malfunzionamento ma &#8211; terminata la transizione &#8211; la situazione attuale è abbastanza stabile e coerente. A meno delle applicazioni fornite da terze parti che sono tra loro inconsistenti.</p>
<p>Jackob Nielsen &#8211; che dell&#8217;<span title="ritorno sull'investimento in usabilità" lang="en"> usability <acronym title="return on investment" lang="en">ROI</acronym></span> ha fatto un verbo- <a title="Nielsen -Web 2.0 can be dangerous" href="http://www.useit.com/alertbox/web-2.html">nel suo articolo</a> mette in guardia dai social network: sono inusabili e hanno ROI assenti o risibili. A meno di grandi aziende o di business collegati alla socialità, meglio lasciar perdere.<br />
Trovo la conclusione fondata se applicata ad un discorso sull&#8217;utilità di includere applicazioni &#8220;web 2.0&#8243; in tutti i siti ma sembra nascondere una pericolosa sottostima della tendenza crescente all&#8217;uso sociale del web, come a voler dire che i social network sono giocattoli che presto o tardi passeranno di moda. Questa prospettiva è eccessivamente razionale: i social network non vengono usati per un&#8217;utilità ma per piacere. Di conseguenza si può presupporre che gli utenti web tenderanno a spendere sempre più tempo su di essi. Esiste dunque un vantaggio a curarne l&#8217;usabilità poiché, con un pubblico tanto vasto, difficile credere che non si riescano ad ottenere risultati anche economici.</p>
<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Web per perdere tempo 3/3: social network</title>
		<link>http://www.ziqurrat.it/2008/05/web-per-perdere-tempo-3di3/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 21:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ziqu</dc:creator>
				<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[who has the biggest brain]]></category>
		<category><![CDATA[wordchallenge]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimo approfondimento dedicato alle applicazioni per perdere tempo on line. I social network: cosa sono, cosa offrono. Gli esempi di LinkedIn, aNobii, Facebook. Il ritorno dei social games. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La panoramica sugli ausilii alla distrazione al lavoro ed a casa termina in questa puntata con le creature emergenti nello scenario web globale: i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_network">social network</a>. La perdita di tempo da essi procurati è doppia,  anzi tripla, rispetto alle precedenti applicazioni analizzate: oltre al tempo che si spende nel loro utilizzo, si perde tempo per registrare e mantere aggiornati i profili. Il problema nel loro utilizzo è che sono improduttivi ma molto divertenti.<br />
<span id="more-54"></span></p>
<h3 id="toc-cosa-si-intende-per-social-network">Cosa si intende per <em>social network</em>?</h3>
<p>Le applicazioni cui genericamente si riferisce il termine <em>social network</em> sono applicazioni basate sul concetto di <strong>rete sociale</strong>. In termini molto semplificati, una rete sociale è una struttura sociale che si può interpretare come una rete costituita da <em>nodi</em> &#8211; individui &#8211; e <em>legami</em> &#8211; relazioni &#8211; . Le relazioni che tengono unita una rete sociale posso essere di diverso tipo: dai valori ideali ai legami di natura commerciale, dalle relazioni di amicizia a quelle di lavoro etc. Dunque si comprende facilmente come una rete sociale possa assumere dimensioni anche notevoli e come un individuo possa inserirsi in diverse reti sociali in posizioni differenti (più o meno marginali, aspetto che si può calcolare molto rozzamente basandosi sul numero di legami intrattenuti con altri nodi della rete).<br />
I social network di cui si parla tanto nell&#8217;ultimo periodo sono software il cui obiettivo è favorire la creazione di reti sociali on line, aggregando persone interessate a condividere passioni od attività. Se vogliamo, è l&#8217;ennesimo esempio della sempre più stretta compenetrazione tra reale e virtuale. </p>
<h3 id="toc-linkedin"><a href="http://www.linkedin.com/"><img src="http://www.ziqurrat.it/wp-content/uploads/2008/05/likedin.gif" alt="LinkedIn logo" title="likedin" width="30" height="30" class="alignleft size-full wp-image-57" style="border:0; margin:0.3em;" />LinkedIn</a></h3>
<p>Linkedin nasce con la finalità di costruire una rete di contatti che specifichi e certifichi la competenza professionale di una persona, nonché come punto di contatto tra lavoratori e imprese. L&#8217;attività sul sito si incentra sulla definizione del <acronym title="curriculum vitae">CV</acronym> e sulla creazione di legami attraverso la ricerca di compagni di studi e di lavoro, ma anche amici, che possano fornire referenze e aprire un ponte verso altre professionalità. La rete dei contatti in questo caso definisce un contesto alla professionalità dichiarata, contesto da cui dovrebbe essere possibile inferire la qualità dell&#8217;esperienza di una persona. A differenza di altri social network, Linkedin richiede una maggiore serietà e selettività verso le persone ammesse nella propria rete di contatti. Richiede anche una maggiore competenza con l&#8217;inglese dato che non è localizzato, per scelta.</p>
<h3 id="toc-anobii"><a href="http://www.anobii.com/"><img src="http://www.ziqurrat.it/wp-content/uploads/2008/05/anobii.gif" alt="aNobii Logo" title="anobii" width="30" height="30" class="alignleft size-full wp-image-56" style="border:0; margin:0.3em;" />aNobii</a></h3>
<p>Topi di biblioteca, unitevi! Ecco il social network dedicato ai mangialibri. E&#8217; possibile far conoscere al mondo le proprie letture e le proprie recensioni semplicemente a partire dall&#8217;ISBN. I primi tempi, l&#8217;inserimento dei libri rischia di diventare compulsivo, poi si passa alla stesura delle recensioni, poi si passa a frugare nelle librerie simili alla propria, si conoscono persone con gusti simili, si incomincia a discutere dei propri autori preferiti, si entra in gruppi tematici&#8230;. e si fa notte! Assolutamente irresistibile. Ottimo se gli amici si ostinano a regalarvi libri che non vi piacciono: basta mettere un bel widget <em>bookshelf </em> (sì, come quello nella colonna di destra) nella propria home page con l&#8217;elenco dei libri acclusi nella lista dei desideri e poi, discretamente, suggerire il link agli amici.</p>
<h3 id="toc-facebook"><a href="http://it.facebook.com/"><img src="http://www.ziqurrat.it/wp-content/uploads/2008/05/facebook.gif" alt="Facebook logo" title="facebook" width="30" height="30" class="alignleft size-full wp-image-58" style="border:0; margin:0.3em;" />Facebook</a></h3>
<p>Facebook nasce con l&#8217;obiettivo di coltivare le relazioni tra amici e svilupparne di nuove pertanto le finalità sono del tutto ricreative. L&#8217;offerta di Facebook è costitita da una selva di applicazioni web per mostrare la propria personalità e scoprire quella degli altri, divertirsi e incrementare la propria rete di contatti. Si va dai quiz (<em>Che politico sei? </em>, <em>Che puffo sei?</em>) a piccoli widget da scambiare e collezionare (come i <em>Water Globes</em>, delle finte sfere di vetro con neve che una volta agitate svelano il loro buffo oggetto regalo). L&#8217;aspetto più interessante è però costituito dal ritorno in una nuova veste dei <strong>giochi di società</strong>: tra questi includerei i vari quiz di cultura generale (<em>Quante capitali conosci?</em>,  <em>Movie quiz</em>) ma soprattutto i giochi proposti da <a href="http://www.playfish.com/">Playfish</a>.<br />
<cite class="citaz">Social games are games designed to be played together with friends.<br/><br />
Traditional computer games focus on standalone game play on consoles [...] Social games allow you to play together with real-world friends and family using the infrastructure built by social networks. [...] Sharing the game experience with friends makes it more compelling and fun. </cite></p>
<p>La Playfish fin ora ha prodotto 2 titoli giocabili solo attraverso la piattaforma di Facebook: <em>Who Has The Biggest Brain?</em> si concentra sulle abilità logico-matematiche; WordChallenge è un gioco di anagrammi che mette alla prova l&#8217;abilità verbale. La grafica stile Japan cartoon, simpatica e colorata, l&#8217;interazione realmente semplicissima rendono molto piacevole il gioco mentre la possibilità di sfidare gli amici aggiunge il pepe necessario per un utilizzo prolungato.<br />
A breve è previsto il lancio di un terzo titolo dedicato al bowling: in questo caso bisognerebbe considerare l&#8217;esportabilità di una forma ricreativa con una connotazione culturale meno elastica. Sono in ogni caso curiosa di vedere come sarà la modalità di gioco.<br />
Mi sento in dovere di sottolineare l&#8217;ESTREMA POTENZA DISTRATTIVA di questi due giochi e, in generale, dell&#8217;utilizzo di Facebook. <img src='http://www.ziqurrat.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  </p>
<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Web per perdere tempo (1/3): communities</title>
		<link>http://www.ziqurrat.it/2008/05/web-per-perdere-tempo-1di3/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 21:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ziqu</dc:creator>
				<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web design]]></category>
		<category><![CDATA[passatempo]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

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		<description><![CDATA[Soluzioni interessanti per riempire i tempi morti, in ufficio o a casa, in pieno stile web 2.0: Ask 500, Guess the Google, TasteSpotting, Not always right, LiveMarks, Friv, Grown Cube Flickr e Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come occupare il tempo morto in ufficio o a casa? Ebbene in <a href="http://www.oneweb20.it/14/05/2008/i-cinque-migliori-modi-di-perdere-tempo-on-line-sono-20/#comment-2854">questo articolo</a> si segnalano 5 soluzioni interessanti: Ask 500, Guess the Google, TasteSpotting, Not always right, LiveMarks. Io ne aggiungerei almeno altri 5: Friv, Grown Cube, LinkedIn, aNobii e Facebook. Per motivi di stesura e fruibilità, questo post sarà suddiviso in 3 parti, di cui questa è la prima.<br />
<span id="more-31"></span></p>
<h3 id="toc-tastespotting"><a href="http://www.tastespotting.com/"><img src="http://www.ziqurrat.it/wp-content/uploads/2008/05/tastespo_logo.jpg" alt="Taste Spotting Logo" title="tastespo_logo" width="58" height="43" class="alignleft size-full wp-image-37" style="border:0; margin-right:0.7em;"/>TasteSpotting</a></h3>
<p>Essendo la cucina uno dei miei passatempi preferiti, come potevo non incominciare da TasteSpotting?<br />
TasteSpotting nasce nel gennaio 2007, &#8220;<cite>because designers get hungry too</cite>&#8220;, penultimo nato della ricca famiglia dei siti dedicati al design e all&#8217;estetica raccolti sotto l&#8217;egida di <a href="http://www.notcot.com/about/sites/">Notcot.</a>.<br/> In cucina, anche l&#8217;occhio vuole la sua parte e la presentazione di questi piatti effettivamente prelude ad un&#8217;esperienza esaltante anche per il palato. Sito da consigliare agli inappetenti più che ai golosi&#8230; parola di golosa!<br />
Un amico che ha visto questo sito commentava: &#8220;Sarebbe anche meglio se aggiungessero qualche consiglio su come scattare foto così belle&#8221;. Redazione di TasteSpotting, segnatelo! Non è esattamente in topic ma come argomento correlato non è male.</p>
<p>TasteSpotting mi piace perché è una porta aperta su un mondo di blog e siti dedicati alla cucina.<br />
<cite class="citaz">Too much to blog, too little time. Posting should be EASY. Bookmarks, del.icio.us, blogrolls, etc. make you read and search and think. This is the PICTUREBOOK to their novel.</cite> Registrandosi è possibile sottoporre alla redazione le proprie segnalazioni e partecipare alla comunità valutando le fotografie così come le pietanze presentate. E con gli RSS la casella postale diventa realmente gustosa. </p>
<h3 id="toc-not-always-right"><a href="http://notalwaysright.com/"><img src="http://www.ziqurrat.it/wp-content/uploads/2008/05/notalwaysright_logo.jpg" alt="Not Always Right Logo" title="notalwaysright_logo" width="60" height="68" class="alignleft size-full wp-image-38" style="border:0; margin-right:0.7em;"/>Not always right</a></h3>
<p>&#8220;&#8221;<cite> Il cliente ha sempre ragione</cite>&#8221; dice la bibbia del buon veditore. Ma sarà vero? Dall&#8217;esperienza sul campo, ecco il blog che raccoglie le divertenti gaffe dei clienti e, sì, per una volta se ne prende allegramente gioco. Tanto qui non si vende niente! <br/>Lo spirito mi ricorda un po&#8217; alcuni analoghi nostrani, meno globalmente noti (anzi noti proprio per niente) ma ugualmente godibili (specie per chi mastica poco l&#8217;inglese). Uno di questi è dedicato alle follie del mondo dell&#8217;IT, in particolar modo alle disavventure di un amministratore di sistema -Davide &#8211; alle prese con utenti poco evoluti: <a href="http://www.soft-land.org/storie/index">Storie dalla Sala Macchine</a>. Purtroppo vedo che il sito è attualmente fuori uso, quindi se volete un assaggio dovrete accontentarvi della provvidenziale<a href="http://74.125.39.104/search?q=cache:gXzMkT5RLhkJ:www.soft-land.org/storie/index+storie+dalla+sala+macchine&#038;hl=it&#038;ct=clnk&#038;cd=1&#038;gl=it&#038;client=firefox-a"> cache di Google</a> o dei <a href="http://groups.google.it/group/it.comp.os.linux.sys/browse_thread/thread/dab1354d29e65289/fee8259a745253a6?hl=it&#038;lnk=st&#038;q=storie+della+sala+macchine#fee8259a745253a6">gruppi</a>.<br />
L&#8217;altro sito che vorrei segnalare è curato da una mia amica bibliotecaria e offre uno spaccato di quotidiane assurdità registrabili sia da parte degli utenti sia da parte degli stessi bibliotecari: <a href="http://www.amandacco.ilcannocchiale.it ">l&#8217;Amandacco</a>.<br />
<cite class="citaz"> Un signore deve pagare delle fotocopie.<br />
-Quant&#8217;è?<br />
-5 cents.<br />
-A proposito di 5 cents&#8230; la conosci la barzelletta?<br />
-Quale?<br />
-Te la racconto io!<br />
Un italiano va in America, entra in un bar e ordina una Coca cola. Chiede il conto e il cameriere gli dice:&#8221;Five cents!&#8221; e lui:&#8221;Io faccio sens? E allora tu non solo fai sens, ma fai pure schifo!&#8221;<br />
Bella, vero?<br />
<strong>Stupenda.<br />
Vostra<br />
Amanda</strong><br />
</cite></p>
<h3 id="toc-ask-500-people"><a href="http://www.ask500people.com/"><img src="http://www.ziqurrat.it/wp-content/uploads/2008/05/ask500p_logo.jpg" alt="Ask 500 People Logo" title="ask500p_logo" width="59" height="53" class="alignleft size-full wp-image-39" style="border:0; margin-right:0.7em;" />Ask 500 People</a></h3>
<p>Sondaggi sui più disparati argomenti aperti al voto di persone da ogni parte del mondo. Chiunque, registrandosi, ha la possibilità di pubblicare un sondaggio e vederne i risultati in tempo reale. Oltretutto, l&#8217;interfaccia giocosa è realmente semplice da usare.<br />
<cite class="citaz">In 2004 James Surowiecki wrote a best-selling book called &#8220;The Wisdom of Crowds.&#8221;  The book&#8217;s premise is that diverse, decentralized people voting independently are better at predicting future events or trends than individuals, small groups or even domain experts.</cite><br />
Ask500 è attualmente ancora in fase beta: il controllo sul campione di intervistati è per ora scarso ma è probabile che in futuro si rendano disponibili criteri più raffinati. Grazie a comodi widget è possibile pubblicare sul proprio sito il sondaggio, allargando la base di potenziali utenti.  Ad ogni modo, per gli attuali fini ludici il livello di affidabilità è sufficiente.<br />
Ask500 potrebbe risultare utile a quegli universitari che si trovano in difficoltà a realizzare semplici questionari per progetti o tesi. Personalmente, credo lo proporrò agli amici come strumento per decidere dove si va sabato sera in tempo utile per prenotare per 10&#8230;</p>
<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ancora web 2.0 e cucina</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 11:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ziqu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[FoodFeed]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ziqurrat.it/?p=27</guid>
		<description><![CDATA[Piccola rassegna dei ocial network dedicati alle abitudini alimentari: utilizzi al di là del divertimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad integrazione del mio <a href="http://www.ziqurrat.it/2008/04/web-20-ai-fornelli/">post</a> sul contributo che può dare il web 2.0 a chi cucina, ecco una mini rassegna di quei social network dedicati a chi mangia.</p>
<h3 id="toc-foodfeed"><a href="http://www.ziqurrat.it/wp-content/uploads/2008/05/foodfeed_logo.jpg" rel="lightbox[27]"><img class="alignleft size-medium wp-image-28" style="border:0; margin-right:0.7em; width:105px;" title="foodfeed_logo" src="http://www.ziqurrat.it/wp-content/uploads/2008/05/foodfeed_logo.jpg" alt="foodfeed_logo" width="149" height="62" /></a><a href="http://foodfeed.us/">FoodFeed</a></h3>
<p>Trovare persone dai gusti affini si può, almeno per quanto riguarda la tavola. Con FoodFeed, una sorta di estensione di Twitter, puoi dire al mondo cosa stai mangiando e trovare degli amici che mangino con te. Fine delle discussioni: &#8220;Pizza o sushi?&#8221;, la sicurezza di sapere sempre in quale ristorante andare.<span id="more-27"></span><br />
Nell&#8217;idea del creatore Food Feed è<br />
<cite>FoodFeed is a service that helps you share your eating habits with the world. [...] t’s not really useful. It’s just fun. And if you can make something useful out of it, we would be happy <img src='http://www.ziqurrat.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  </cite><br />
Ecco, io un paio di &#8220;utilizzi&#8221; utili li vedrei: potrebbe diventare un sistema molto pratico per tenere un <strong>diario alimentare</strong>. Le persone che utilizzano questo strumento per le diete/terapie dei disturbi alimentari potrebbero trovarlo più stimolante del consueto quadernetto, potrebbero trovare persone che &#8220;mangiano come loro&#8221; pur non essendo sotto terapia e dunque vivere meglio la propria condizione. Dall&#8217;altra parte, i terapisti avrebbero uno strumento di controllo discreto ed in &#8220;tempo reale&#8221; dei loro pazienti.</p>
<div class="correlati">
<h3 id="toc-fonti">Fonti</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.oneweb20.it/24/04/2008/foodfeed-condividi-cosa-mangi/">da OneWeb2.0: <em>FoodFeed: condividi cosa mangi</em></a></li>
</ul>
</div>
<p>Potrebbe anche essere un utile strumento per coloro che studiano gli <strong>stili di vita</strong>: per seguire i trend alimentari di un determinato segmento di popolazione (area geografica, sesso, età) e correlarlo magari ad altri interessi attraverso gli strumenti forniti dalla profilazione degli utenti e dai legami che loro stessi stabiliscono nei social network. Potrebbe persino essere un buon punto di partenza per individuare campioni per test sperimentali più rigorsi e controllati.</p>
<p>Ovviamente, esistono anche utilizzi meno positivi di FoodFeed, come del resto di tutte quelle applicazioni web 2.0 che mettono in piazza i gusti e le opinioni delle persone. Non volendo presupporre malizia, le tralascio.</p>
<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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