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	<title>Come un pesce su un albero &#187; lavoro</title>
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	<description>Arrampicarsi sulla vita una pinna alla volta</description>
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		<title>Lettera ai maturandi</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 19:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ziqu</dc:creator>
				<category><![CDATA[LiberaMente]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Maturità è un esame ma anche il tempo di crescere e di scegliere. Tra università e lavoro il mio consiglio è rendersi consapevoli di ciò che si è e ciò che si vuole preparandosi ad investire tutti se stessi, qualunque sia la scelta finale. Lontani dai corsi universitari innovativi, meglio investire su percorsi consolidati per poi selezionare nel cammino lavorativo la propria specialità. Oppure - se si offre l'occasione - iniziare a lavorare per capire meglio cosa studiare per perfezionarsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono iniziate le maturità. Ricordo ancora la mia: sono andata letteralmente in panico e mi sono sfinita a cercare di memorizzare virgola per virgola libri ordinari e bigini ad hoc. La parte più dura non sono state le prove d&#8217;esame quanto piuttosto la preparazione e l&#8217;attesa.<br />
Se avete fatto bene durante l&#8217;anno non avrete di che preoccuparvi tranne che del panico: approfittate della tesina, sarà il vostro exploit personale. Se non avete fatto bene durante l&#8217;anno&#8230; non si rimedia in una settimana! Cercate di dare il meglio con quello che avete e poi godetevi le vacanze.</p>
<p>Cosa vi aspetta dopo questa prova? Molte molte altre prove! Diverse e difficili, per le quali in molti casi non avrete modo e occasione di prepararvi in anticipo.<br />
Alcuni tra voi decideranno di <strong>andare a lavorare</strong> subito: se avete per le mani un diploma tecnico quasi quasi vi conviene. Questo è un momento nero per il mercato del lavoro: vi chiederanno molto offrendovi in cambio poco o niente. Basse retribuzioni e forme contrattuali senza alcuna tutela: vi vogliono giovani, bravi, belli, con esperienza e sottocosto. Carne da macello: fuori uno dentro un altro, purché poco pagato.<br />
Vi consiglio lo stesso di iniziare a lavorare se potete: l&#8217;esperienza conta quasi più dei titoli di studio oggigiorno, si paga sicuramente più dei titoli. Pensate in prospettiva: tra qualche anno potreste comunque decidere di andare all&#8217;università &#8211; studente lavoratore o studente disoccupato &#8211;  non come ripiego ma per qualificazione.</p>
<p>Altri preferiranno <strong>continuare gli studi</strong>. Stop fermi tutti: non è una scelta obbligata, checché se ne dica. Valutate bene: l&#8217;università ha un costo economico ed umano non indifferente: vi chiederà soldi, impegno, tempo. Vi procurerà rabbie, ansie, frustrazioni e grandi soddisfazioni. Ma se la scegliete, sceglietela con convinzione e pretendete che vi dia il massimo. L&#8217;ennesimo &#8220;foglio di carta&#8221; non serve più ad aprire le porte, anzi molto spesso ve le sbatterà in faccia. &#8220;Laureato che non sa fare niente&#8221;, questi sono i laureati oggi sul mercato del lavoro: molte nozioni, nessun mestiere tra le mani. Ci hanno voluto così ed adesso ce lo rinfacciano: la coerenza non è di questo mondo (italico).<br />
Se comunque opterete per l&#8217;università dovrete scegliere il corso ed allora accettate qualche consiglio da una che ci è già passata e che non ha ancora l&#8217;età per essere &#8220;matusa&#8221; quindi ininfluente sulle vostre scelte.<br />
Valutate onestamente voi stessi: cosa vi aspettate per il vostro futuro? Una carriera luminosa? un lavoro prestigioso? uno che vi faccia guadagnare molto o uno qualsiasi purché si porti il pane in tavola? Volete viaggiare? Siete pronti a sacrificare serate, week end, vacanze, a lavorare extra senza paga? Volete una famiglia e viverci dentro o vi basta una famiglia da tempo libero? State bene da soli o state meglio in gruppo?<br />
Siate onesti con voi stessi e cercate di capire come volete vivere gli anni <em>DOPO</em> l&#8217;università: vi aiuterà a scremare le offerte.<br />
Gli atenei vi offriranno molte opzioni: creative, originali, esclusive, nuove. Lasciate perdere! Scegliete i corsi tradizionali, quelli che hanno un nome noto ed una storia alle spalle e che non vi richiedano di spiegare <em>cosa siete</em> ad ogni colloquio.<br />
E le passioni, gli interessi, le curiosità? Vanno bene se pensate di dedicarvi alla ricerca o se siete <em>veramente</em> bravi.<br />
Altrimenti siate onesti e giusti con voi stessi: se l&#8217;università vi deve procurare un lavoro, datele l&#8217;occasione di farlo.</p>
<p>E&#8217; un discorso disincantato, forse non vi farà piacere ora che vi aprite al mondo dello studio e della vita che potete scegliere e disegnarvi da voi. E&#8217; un <strong>discorso onesto</strong> però: io ho scelto di continuare a studiare e ho scelto il corso seguendo l&#8217;ispirazione. Mi è piaciuto, a tratti mi sono persino divertita ma adesso non posso dire di non avere rimpianti. Molti non capiscono cosa ho studiato, quelli che lo capiscono non mi trovano abbastanza competente. Da neo laureata (insomma, in realtà sono già 2 anni) sono troppo qualificata per lavori semplici ma poco per quelli complessi. A 25 anni sono vecchia per apprendistato e stage ma giovane per il tempo determinato e non. Da donna sono &#8221; a rischio maternità&#8221; e quindi ci pensano due volte a regolarizzare la mia posizione. Da me stessa non mi interessa la carriera a tutti i costi, non mi interessa andare all&#8217;estero: metto al primo posto la famiglia e la possibilità di conoscere questo paese che amo ma che ogni giorno mi tradisce un po&#8217;. Ovviamente questo mi taglia fuori da molte opportunità.</p>
<p>Insomma ragazzi, senza volervi spaventare o scoraggiare, vi invito a cogliere l&#8217;occasione di maturare davvero. Scegliete di cuore ma anche di testa: è la vostra vita che state disegnando, vale la pensa di spenderci un po&#8217; di serio pensiero.<br />
Per adesso: congratulazioni e tanti auguri! Che il vostro futuro possa essere come lo volete.</p>
<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Data Portability e job search on line</title>
		<link>http://www.ziqurrat.it/2008/04/data-portability-e-job-search-on-line/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 21:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ziqu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità&Usabilità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[data portability]]></category>
		<category><![CDATA[dati personali]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[portability]]></category>
		<category><![CDATA[profilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Gestire la propria identità virtuale attraverso un unico profilo, in formato open e standard, facilmente aggiornabile e portabile da una piattaforma web all'altra. Questa l'idea alla base del progetto di dataportability.org. Un sogno, specie se al posto delle fotografie potessimo portare con noi i curricula sui vari siti dedicati alla ricerca del lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto incomincia da questa news del 3 aprile 2008, ripresa da &#8220;Reporter Diffuso&#8221; di Marco Montemagno: <a title="Video sulla Data Portability" href="http://www.vimeo.com/610179">Data Portability: connect. control. share. remix.</a><br />
<object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=610179&amp;server=vimeo.com"><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=610179&amp;server=vimeo.com" /><param name="quality" value="high" />Medium: www.vimeo.com</object>
<br />Link: <a href="http://www.vimeo.com/610179">www.vimeo.com</a><br />
<a href="http://www.vimeo.com/610179/l:embed_610179">DataPortability &#8211; Connect, Control, Share, Remix</a> from <a href="http://www.vimeo.com/smashcutmedia/l:embed_610179">Smashcut Media</a> on <a href="http://vimeo.com/l:embed_610179">Vimeo</a>.</p>
<p><span id="more-21"></span>Innanzitutto, lasciatemi dire che la presentazione è semplicemente bellissima. La proposta poi è di quelle entusiasmanti: basta con la costrizione a reinserire tutte le volte i propri dati per ciascun servizio web che si decide di sottoscrivere! Si perde un sacco di tempo, si creano dati duplicati e non sincronizzati tra loro e -soprattutto &#8211; si perde il controllo su CHI e COME e PERCHE&#8217; maneggia le nostre informazioni personali.<br />
Creiamo un unico file di profilo in formato<strong> standard e open</strong> che possa essere <strong>creato un&#8217;unica volta</strong>, <strong>aggiornato un&#8217;unica volta</strong> ed <strong>importato in ciascuna registrazione</strong> che vogliamo fare.<br />
Questa è la proposta del progetto <a href="http://www.dataportability.org/">dataportability.org</a>. Perfetto, peccato che si sia rivolto solo a quella folla di applicazioni web2.0 create per il &#8220;tempo libero&#8221;: <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a>, <a href="http://www.linkedin.com/">Linkedin</a>, <a href="http://www.twitter.com/">Twitter</a>, <a href="http://www.flickr.com/">Flickr </a>etc..<br />
Ora, se la cosa andasse in porto sarebbe più proficuamente applicata in casi quali i siti di collocamento on line. Mai capitato? Si cerca un lavoro con i vari motori (<a href="http://www.monster.it/">Monster</a>, <a href="http://www.trovolavoro.it  ">TrovoLavoro</a>, <a href="http://www.infojobs.it ">InfoJobs</a>, <a href="http://www.jobrapido.it">Jobrapido</a>, <a href="http://www.kijiji.it">Kijiji </a>etc&#8230;) e per iscriversi ecco che bisogna compilare per ciascuno il CV on line. Stessa cosa quando ci si rivolge direttamente alle grandi aziende: &#8220;recruiting on line: registrati e inserisci il tuo cv&#8221;.<br />
Pia illusione che basti allegare il proprio onesto Cv in pdf. NO! Bisogna seguire il modulo on line dove &#8211; nei 3/4 dei casi &#8211; mancano titoli di studio, corsi di laurea e persino università (chiaro segnale che non sarai mai convocato per un colloquio). Le qualifiche professionali sono gestite nel gergo interno dell&#8217;azienda e, peggio di ogni altra cosa, <strong>la sessione scade prima che tu abbia potuto terminare l&#8217;odioso form.</strong> Come se cercarsi un lavoro non fosse già di per sé impresa titanica!</p>
<h2 id="toc-implicazioni-ed-ostacoli">Implicazioni ed ostacoli</h2>
<p>I dati degli utenti sono oro per o siti web, difficile dunque credere che si pieghino a sistemi che li espropriano di questo valore. Come giustamente osservano i promotori dell&#8217;iniziativa:</p>
<p><cite>It&#8217;s easy to get bogged down in the thought that altruism in the corporate world rarely pays dividends. It&#8217;s hard to create a business from users who are freely able to download their data from your site and take them elsewhere if they choose. The if-you-love-someone-set-him-free mentality may work for Sting, but conventional business wisdom points to the opposite being true: if you love your users lock them in.</cite></p>
<p>Questo è tanto più vero per i siti di collocamento on line, tant&#8217;è che normalmente è possibile candidarsi solo attraverso appositi moduli: il contatto diretto persona-azienda vanificherebbe la mediazione del sito (e le aziende pagano per le inserzioni). Dunque, cosa potrebbe spingere nella direzione dell&#8217;adozione di un formato standard per le identità virtuali delle persone in cerca di occupazione?</p>
<p><cite>Portable data is usable data. [...] If your data isn&#8217;t locked away behind a firewall &#8211; if instead it&#8217;s accessbile by easy-to-use and reliable API&#8217;s &#8211; then you could do anything you wanted to with that data. Which is exactly what you wanted to do in the first place. </cite></p>
<p>Vero per gli utenti e -fino ad un certo punto &#8211; per le aziende inserzioniste. Meno convincente per i siti web che offrono il servizio di pubblicazione di annunci di lavoro che perderebbero gli introiti dalle inserzioni e dalla pubblicità fino a vedersi ridotte a meri collettori di profili lavorativi gestiti esternamente.<br />
Ne consegue che &#8211; pur con gli ovvi vantaggi del caso &#8211; sarà difficile smuovere il settore dallo stato di fatto&#8230;e noi disoccupati continueremo col tedio delle registrazioni e la perdita di tempo degli aggiornamenti. Non si vive di solo pane, no? ;(<br />
Consoliamoci: lo standard è ancora lungi da venire dunque, se tra un&#8217;occupazione precaria e l&#8217;altra avanza tempo, possiamo dedicarci a contribuire al progetto e sperare che la prossima ricerca di lavoro sia meno noiosa e inutilmente ripetiva.</p>
<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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