Pannolini lavabili – Giorgia Cozza

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Da neonata avevo la pelle molto delicata e praticamente ero “allergica” a tutti gli usa e getta allora in commercio. Mia mamma dovette suo malgrado passare ai pannolini lavabili, ai ciripà con la mutanda di lana sopra. Sexy. Soprattutto molto pratici per una famiglia con una figlia nata in ottobre e un bilocale. Aggiungeteci che ero una di quelle che non dormiva e non mangiava… mia mamma conserva dei bei ricordi di quegli inizi 🙂

Quando sono rimasta incinta per la prima volta, 5 anni fa, il tema dei pannolini lavabili era ancora qualcosa di nicchia. La maternità ad alto contatto – quadro in cui si inserisce anche la scelta dei lavabili – era una cosa di cui si parlava alla stregua di una moda un po’ hippie. Aspettavo la mia bimba per la fine di dicembre, profondo inverno, e già non ero troppo sicura di me. Quando ho accennato di voler provare i pannolini lavabili sono stata mangiata viva su tutti i fronti, in primis da mia madre che per me era la fonte più autorevole in tema di maternage (salvo poi candidamente ammettere che non si ricordava granché della gestione di un neonato. Ha avuto solo me oltre 30 anni fa…)

Arianna è nata in anticipo di tre settimane, in corrispondenza della prima di numerose nevicate e gelate di un inverno come non se ne vedono da 5 anni. Per me è stata tosta: non mi sono mai sentita all’altezza del compito e stare da sola chiusa in casa non ha aiutato. Sul momento non ho rimpianto la rinuncia ai lavabili, sarebbe stata un’ulteriore complicazione. Eppure mi è rimasto il senso di aver rinunciato con troppa facilità ad una scelta che sento molto giusta in termini ecologici e sociali. Chissà, magari avrebbe fatto bene anche alla relazione iniziale tra me e mia figlia.

Così ora che ho l’occasione di un secondo neonato mi sono detta be brave! è ora di osare e di dare retta alle mie sensazioni di mamma, cosa che tutti dicono di fare ma per una primimamma mica è scontato. E quindi via a documentarsi sui pannolini lavabili e il portare in fascia. Avanti nonostante le critiche che restano le stesse: sei matta!, non è igienico!,  hai tempo da perdere, non è vero che risparmi, non serve a niente se non lo fanno tutti…

L’argomento non è più così di nicchia: ci sono numerosissimi siti, forum, gruppi facebook, associazioni, pannolinoteche e addirittura ci sono comuni che incentivano economicamente le famiglie che scelgono i lavabili. Per mia sfortuna nella mia zona di live non c’è nulla e la mole di informazioni disponibile sul web è tale da… scoraggiare! Le opzioni si sono moltiplicate di molto rispetto ai ciripà degli anni 80: modelli, tessuti, marche e provenienze, assetti, miscele per il lavaggio, percarbonato, acido citrico, soluzioni, detersivi ecologici… Arrivi al punto in cui ti viene voglia di rinunciare, senti la mancanza di un approccio strutturato e possibilmente autorevole alla questione. Perché sul web ci sono tantissime opinioni, spesso discordanti. Serve una guida.

In questo contesto il libro di Giorgia Cozza funziona bene come punto di partenza: illustra bene le motivazioni ecologiche, economiche e relazionali della scelta dei pannolini lavabili. Riassume le tecnologie disponibili sul mercato, chiarisce le differenze tra tessuti senza rifarsi a questa o quella marca ma ragionando sulle proprietà fisiche di tessuti e trame. Spiega il lavaggio ecologico e compatibile con adeguate misure igieniche ed esigenze della pelle delicata dei bebè e rivela qualche trucco per non trovarsi sommersi di panni stesi.
Sono molti i motivi per cui scegliere i pannolini lavabili:

  • per risparmiare  (anche se l’investimento iniziale è elevato ),
  • per consegnare un mondo più pulito alle prossime generazioni,
  • per aver cura della pelle delicata dei neonati e della loro salute,
  • per favorire lo sviluppo dell’autonomia del bambino,
  • perchè i pannolini lavabili sono esteticamente molto più carini e permettono una personalizzazione del lavoro di cura dei genitori

Su tutte prevale l’accento sulla genitorialità consapevole che si accolla un carico di lavoro extra – non così oneroso comunque a detta dei molti testimonials riportati nel testo – a fronte di una migliore conoscenza e relazione col proprio bambino.  Ogni bimbo è a sè: ha le sue misure, i suoi ritmi di crescita e il genitore che impiega i lavabili deve osservare e mano a mano adattarsi al mutare delle circostanze. L’usa e getta è una risposta impersonale e teoricamente universale laddove il pannolino lavabile è una comunicazione tra bambino e genitore. Uno sforzo di crescita congiunto, una ulteriore manifestazione d’amore.

Per me la lettura di questo testo è arrivata dopo ampio peregrinare sul web, dopo molte chat con altre mamme che già usano i pannolini lavabili. La lettura è stata un po’ come la conferma del mio apprendimento, ha rinforzato alcune delle decisioni prese, messo in discussione altre.  Per la gestione del lavaggio ad esempio preferisco fare riferimento al blog di mammachimica che porta argomentazioni più solide.  Ho già fatto i primi ordini, le prime lavatrici, i primi sbagli. Adesso aspettiamo che arrivi il nuovo nato e vediamo se questa è la strada che fa per noi.

Ziqu, 15 Ottobre 2017 product http://www.ziqurrat.it/mamabook/pannolini-lavabili-giorgia-cozza/ Pannolini lavabili – Giorgia Cozza

Giorgia Cozza presenta una guida al mondo dei pannolini lavabili: motivazioni, vantaggi, tecnologie, uso e manutenzione. Una scelta di genitorialità consapevole.

Giorgia Cozza

Pannolini lavabili

Il leone verde Edizioni

2014

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