Clikgiocare. Attività didattiche con il computer nella scuola dell’infanzia – Zanon Francesca

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L’utilizzo del computer nella didattica della scuola dell’infanzia è un argomento se possibile ancora più dibattuto di quello generale dell’inserimento dell’informatica nella scuola “vera e propria”. Cosa ci fanno bambini così piccoli con il computer? Non danneggia gli occhi o la postura o la socialità? Non è meglio farli semplicemente giocare, non è meglio che sperimentino ‘per prime’ la concretezza delle cose e del loro corpo?
Questo libro affronta queste domande e riporta uno studio compiuto in una classe dell’ultimo anno di una scuola del’infanzia di Belluno. A dispetto delle dimensioni, è un libro denso e molto tecnico. I primi due capitoli inquadrano le teorie cognitive e pedagogiche che giustificano ed anzi consigliano l’introduzione precoce del computer nella didattica, il terzo e ultimo capitolo riporta lo studio effettuato sul campo.
Il quadro teorico di riferimento è quello costruttivista: la conoscenza è una costruzione individuale e sociale, legata alle esperienze ed al contesto. (Questo articolo sintetizza bene la questione e molta della terminologia collegata). La tecnologia fa già ampiamente parte della vita di un bimbo di oggi pertanto non ha senso escluderla dalla didattica quanto piuttosto integrarla sfruttandone la capacità di attrarre e sostenere l’attenzione, l’uso socializzante, la spinta verso il pensiero simbolico e interconnesso. Affinché il computer possa esprimere queste potenzialità è necessaria una didattica che lo usi consapevolmente. Lo studio riportato nel testo mira appunto a verificare in quali campi lo strumento informatico risulti più *gradito e motivante* per i piccoli per fare esperienza.
Tra gli obiettivi della scuola materna vi sono l’apprendimento di una serie di competenze che fungono da prerequisiti per l’apprendimento del linguaggio, della lettura, della scrittura e del calcolo. Tra gli strumenti per la valutazione dell’acquisizione di questi prerequisiti, l’autrice ha selezionato il questionario osservativo IPDA – identificazione precoce difficoltà apprendimento – e ne ha prodotte due versioni quasi identiche da somministrare per via cartacea e per mezzo del computer a due gruppi di bambini. L’esito del confronto tra i due gruppi mostra punteggi migliori per i bambini che hanno svolto il test via computer. Le conclusioni dell’autrice sono a favore quindi del mezzo informatico ma con alcune cautele da lei stessa indicate dovute alla modalità con cui ha realizzato i test. Ha infatti utilizzato Power Point per creare e si è scontrata con il fatto che i bambini toccavano lo schermo per “ragionare” sulla domanda causando così lo scorrimento inappropriato delle slide.

Mi domando come mai l’autrice non si sia rivolta a un programmatore affinchè realizzasse il materiale del test con una software adeguato, in grado di supportare tanto i pc desktop quanto i dispositivi touch (tanto più nel suo ruolo di docente universitaria, ci sarebbe stato bene un progetto di test interfacoltà!). Senza arrivare a dire che gli esiti sono invalidati dalle problematiche tecniche è chiaro che la ricerca non evidenzia una risposta definitiva alla questione. Tuttavia è sicuramente di indirizzo per ulteriori approfondimenti e suggerisce ai docenti interessati all’argomento una via per utilizzare il pc con la propria classe ad integrazione della normale e collaudata didattica.

Ziqu, 15 settembre 2015 product http://www.ziqurrat.it/mamabook/clikgiocare-attivita-didattiche-con-il-computer-nella-scuola-dellinfanzia-zanon-francesca/ Clikgiocare. Attività didattiche con il computer nella scuola dell’infanzia – Zanon Francesca

Francesca Zanon

Clikgiocare. Attività didattiche con il computer nella scuola dell'infanzia

Edizioni Anicia-2014

18,00

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