Lasciare andare

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Sono stata a Venezia una sola volta nella mia vita e avevo grandi aspettative, non tanto per tutti gli stereotipi che precedono la visita a questa città (romantica, fantastica, storica, bella, affollata, costosa…) ma per colpa di Kozue Amano e del suo Aria.

Anno terrestre 2301: sono ormai passati 150 anni da quando Marte è stato terraformato. Al pianeta è stato dato il nuovo nome di Aqua a causa dello scioglimento della quasi totalità dei suoi ghiacci.
Akari Mizunashi è una giovane terrestre che si trasferisce su Aqua per imparare il mestiere di Undine, le gondoliere che fanno da guida turistica a Neo Venezia, riproduzione dell’antica Venezia terrestre ormai completamente sommersa. Nella “città sull’acqua”, che non presenta ancora le innovazioni tecnologiche ormai parte della quotidianità sul pianeta madre, s’intrecciano le vicende di Akari, diventata apprendista all’Aria Company, e delle persone che incontra nel suo cammino verso il professionismo.

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E’ una storia che ai tempi definirono new age: lenta, lentissima. Ricca di buoni sentimenti, di magia delle piccole cose, poetica, delicata ed illustrata in maniera davvero amabile. Dietro questa storia si vede l’amore dell’autrice per Venezia: ne sa più lei di questa città di molti italiani.
Era la mia lettura preferita pre e post esame: mi rilassava, mi faceva stare bene.
Andando a Venezia mi aspettavo di incontrare quel clima e … no. Infatti ne sono rimasta molto delusa: della città non del manga.

Oggi ho salutato la mia collezione di fumetti di Aria.

L’ho venduto, a un prezzo davvero risibile.
Erano 12 anni che stazionava nella libreria senza che tornassi a sfogliarne le pagine eppure, prendendolo per controllare che fosse tutto ok, mi sono resa conto di ricordare passo per passo quelle tavole.
Ho ritrovato quel clima sospeso, delicato, sereno

Mi sento un po’ ridicola ma è stato difficile separarmene.

Qualcuno ha insinuato che non è dai volumetti che mi dispiace staccarmi ma dal passato, una fase della mia vita che quei volumetti hanno popolato.
Probabilmente è vero.

Cerco di razionalizzare pensando che era in libreria a far polvere mentre adesso qualcuno lo leggerà, si divertirà e si rilasserà come è stato per me.
Mamma sarà contenta di aver meno roba a prendere polvere nella mia vecchia stanza.
Coi soldini recuperati posso fare un regalo ai miei bimbi.

In fondo, ci sono tanti buoni motivi per andare avanti.

Non ultimo il fatto che è proprio questo il senso della storia: restare nel passato ci impedisce di vedere il bello che abbiamo davanti.

Spero che ti godrai la lettura, caro fortunato nuovo proprietario di Aria. Salutami il direttore Aria. Puinyu!

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