Co sleeping e MiBand

come hai dormito stanotte

Poco dopo la nascita di Arianna, io e mio marito ci siamo regalati il bracciale fitness MiBand. Non perchè fossimo sportivi, tantomento in quel momento, ma perchè eravamo curiosi di quantificare la perdita di sonno. Diagrammi gialli ne abbiamo? Haivoglia!
E i km percorsi di notte, vogliamo parlarne? Il solco di zio Paperone nel parquet della cameretta: Arianna era il tipo di bambino che necessitava di essere cullato in giro per casa per addormentarsi.
E io di notte cullavo, cullavo, cullavo…

come hai dormito stanotte
come hai dormito stanotte

Da buoni genitori alle prime armi, avevamo alcune inderogabili convinzioni educative tra cui quella che i bambini devono dormire nel loro lettino.
Non tanto per forgiarne il carattere ma per sicurezza: per non rischiare di schiacciarli nel sonno, soffocarli sotto le coperte o altre terribili prospettive di cui è piena la testa di un genitore.

Body campagna anti SIDS

Il cosleeping non era un’opzione: dormire nel proprio lettino, senza giocattoli o coperte ingombranti e con la pancia in sù è un fattore di prevenzione della SIDS.

Quindi io ho strenuamente lottato con Arianna per convincerla a stare nel suo letto, anche se questo ha determinato il fatto che lei piangesse disperata e io non dormissi. Ho perso il conto delle notti in bianco con lei in braccio, delle volte che ho dormito per terra con una mano incastrata tra le sbarre del lettino… io ho perso il conto ma il MiBand no.
In quel periodo, io e un collega altrettanto neogenitore facevamo a gara a chi aveva più minuti di sonno consecutivo registrati.

la notte non è fatta per le prese di posizione

Silvia

C’è voluto il doppio carico di stanchezza del secondo figlio per persuadermi della bontà di questa affermazione. Stefano è un bimbo ad alto contatto: nel suo letto non ci ha mai dormito. Sta rigorosamente addosso a me: con una mano saldamente afferrata al collo del mio pigiama e il tutore appoggiato sulla mia pancia. Ogni tanto rotola contro la schiena di suo padre, prende un po’ di calduccio e torna. Avanti e indietro, tutta notte.
Continuiamo ad avere l’impressione di non dormire eppure il MiBand ci smentisce: non ci sono quasi più diagrammi gialli.

cosleeping

Il cosleeping ha decisamente migliorato la quantità del sonno, non la qualità

Non ho dimenticato né ignorato la lezione anti SIDS ma ho imparato anche ad ascoltare di più i bisogni del mio bambino. Ho preso molti accorgimenti: ho tolto la coperta, abbiamo messo pigiami più pesanti, i cuscini sono per 3/4 fuori dal letto, Stefano occupa 2/3 del materasso e i suoi genitori si dividono il resto. Spesso ci svegliamo perché ci tira una botta più forte oppure perché bisogna ripescarlo dallo sprofondare sotto le lenzuola ma non sono più dei veri risvegli, piuttosto degli automatismi di cui resta poca traccia.
Di necessità virtù: non ho smesso di tentare di mettere il bambino a dormire nel suo lettino ma accetto più serenamente che non ci stia.

Il MiBand conferma che è stata una buona idea dal punto di vista del sonno, un po’ meno per quanto riguarda la quota minima di esercizio quotidiano: senza più passeggiate notturne, sono sotto di almeno 2000 passi al giorno.

Essere genitore è un esercizio di miglioramento continuo pare…


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