Caro dottore

Io non ho studiato medicina. Non ne avevo la passione, la pazienza ed il coraggio. Diciamolo: già è dura occuparsi della propria vita, figurarsi doversi assumere la responsabilità per quella altrui! Per questo dico che il mondo va a rovescio: tiene in maggior considerazione cantanti e calciatori piuttosto che medici e insegnanti….

Quando vado da un dottore quindi vado con l’umiltà di chi sa di essere ignorante e la fiducia di chi si affida a una persona competente. Umiltà e fiducia però non implicano che io spenga il cervello e non faccia domande. È la mia salute e quella della mia famiglia: se non capisco chiedo, se ho dubbi chiedo. E mi aspetto delle risposte esaustive altrimenti viene meno la fiducia.

Conosco troppa gente che se non avesse fatto domande, mostrato l’arroganza di non fidarsi ciecamente del medico di turno, oggi non sarebbe più qui.

Caro dottore, se non parli tu io cerco su internet e poi non ti devi incazzare perché ti vengo a far domande o chiedo un secondo parere. Lo so che su internet ci trovi di tutto ma le cose che per te sono ovvie non lo sono per me: quando ometti qualcosa, quando liquidi un problema come irrilevante devi disturbarti un momento a spiegare. Me lo devi perché è della mia salute che stai decidendo quindi, caro mio, l’ultima parola spetta comunque a me. La mia fiducia non è un atto di fede: te la devi guadagnare. E non ti chiedo la luna solo la cortesia di trattarmi da essere senziente che non ha studiato medicina ma uno straccio di intelligenza ce l’ha ugualmente.

Manca a tanti dottori – medici di base e specialisti in ugual misura – la capacità di comunicare col paziente. Ascoltarlo, capire il bisogno di avere le informazioni per poter decidere. “Sono io il medico, so cosa ti serve” è un’affermazione che fa del paziente un oggetto, nega che abbia sentimento e intelligenza. Certo, non dico sia facile perché i medici hanno il tempo contato e i pazienti sono di tanti tipi eppure parte del lavoro di cura sta anche in questo dialogo che crea le condizioni per chi cura di vedersi riconosciuta la competenza e per chi viene curato di essere preso in carico come persona.

Quindi incazzati meno per la lesa maestà ed impara ad ascoltare e forse andremo d’accordo. La mia fiducia è ancora qualcosa che non ti sei guadagnato.