Truffi e Frughi ovvero il marketing furbo dell’ambulante riccionese

Sera, lungomare di Riccione. Afa, folla di villeggianti a passeggio dopo cena. Tante famigliole e passeggini. 

Si avvicina un ambulante africano, ci apostrofa affabile “hei amico africano, di dove sei? Senegal?” Rivolto a due milanesi pasciuti e color mozzarella, ovvio. Mio marito risponde a tono. L’ambulante attacca bottone, ci racconta che è felice perché è diventato papà e torna a casa domani.  Ci mostra velocemente le foto sul telefono di una donna che sorregge una neonata, a me pare che la signora sia indiana con tanto di bindi. Ma siamo in una società multietnica quindi perché no?

Noi: “Auguri” e lui “tieni bella bambina, un regalo. Oggi sono felice” e pianta in mano ad Arianna due braccialetti di perline stile rasta e si allontana qualche passo. “No, dai” e lui torna e pinza al mio braccio un altro braccialetto di tolla. Cerca il polso di mio marito che si divincola e allora rovescia in grembo ad Arianna due statuine plasticose di animali stile scultura africana. “Metti elefante su finestra: culo fuori, naso dentro. Porta fortuna” e di nuovo si allontana qualche metro “no, senti, non puoi” e lui “regalo, domani torno a casa”. Qualche metro ancora poi si volta e torna da noi “ma puoi darmi qualcosa per aiutarmi nel viaggio?”

Ahah! te pareva 😒

Purtroppo il luna park ci aveva prosciugato delle monete quindi il furbo venditore è riuscito a estorcere un 5€ di cose assolutamente inutili.  Arianna entusiasta della paccottiglia “che bei regali, che signore gentile. Bella tartaruga, la chiamerò Frughi” e noi ovviamente irritati ” e l’elefante chiamalo Truffi”. Fregatura e truffa, per l’appunto.

Provare a spiegare la mossa da marketing spregiudicato a una bambina non è facile: “Arianna, il signore ha fatto solo finta di regalarti le cose poi ha voluto i soldini. Quando uno sconosciuto ti dà qualcosa tu devi tirare dentro le manine e dire di no”

La sera prima una donna in costume da Maria Antonietta ci aveva provato similmente con un palloncino piantato in mano a una 4enne incolpevole e la nostra resistenza era costata 45minuti di lacrime e singhiozzi e qualche mala parola. Avremmo potuto riproporre lo show ma dopo il battesimo della tartaruga ne valeva la pena?

Cerchiamo di consolarci pensando che magari il venditore ha detto la verità oppure quantomeno che con quei soldi potrà mangiare qualcosa “Mi raccomando” gli ho detto dandogli i soldi aggiungendo mentalmente “non te li bere o fumare per lo meno”.