#singleperpoco 2nd edition

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Andare e venire in auto dalla stazione. Grazie al cielo non piove. Grazie al cielo non è più torrido (ma si pezza ugualmente e l’aria condizionata non l’accendo sennò mi si spegne la macchina). I treni possono dare del loro peggio: me ne sbatto e gioco a pokemon go! Non ci sono figlia, marito e nonni in attesa a tempo indeterminato.

Nuova formula: 3 giorni da sola ed il resto in montagna con la figlia in modalità cozza. Tre settimane, di cui una non pianificata. Il tempo “single” dimezzato da far fruttare al massimo.

Birra e gelato…  una sera sì e una no.
Junk food improbabile (da non ripetere mai più).
Pulire la casa e ritrovarla pulita e ordinata…per tre settimane.
Lavare la cucina dentro e fuori, sopra e sotto, mattonelle incluse.
Caricare la lavatrice a nastro e stirare 4 ore di fila. Godersi un cesto vuoto per oltre una settimana.
Beauty time!
Accendere la tv della cucina e trovarla sintonizzata su RaiNews24 invece che su Cartoonito.
Rtl in sottofondo dalle 19 alle 24 e oltre (discoradio il tuo streaming fa schifo, singhiozza!).
Accendere la tv del salotto e guardare un film (mentre stiri, ma almeno hai potuto accendere la tv).
Cena coi parenti e gelato con la cugina expat in ferie.
Rassicurare tutti che no, non ho bisogno e sto bene.
Arrivare a casa e non avere l’ansia di mettere la cena in tavola.
Trovarsi a cucinare più del desiderato perchè la roba in frigo ormai cammina.
Trasferire un dominio e tampinare l’assistenza dell’hosting ad orari indecenti.
Andare a dormire non prima delle 01:30.
Programmare sveglie a martello in sequenza di 3 minuti ciascuna.
Riuscire a restare ugualmente a letto ma non fare tardi perchè tanto hai la macchina!
Tornare a viaggiare su un treno dei ricordi e scoprire che non è cambiato quasi nulla, nel bene e nel male.

Dormire con la luce accesa e ripromettersi di cercare una lampada a spegnimento programmabile.
Controllare 101 volte di aver chiuso casa e messo l’allarme.
Dare la buonanotte e il buongiorno sulla porta della cameretta.
Stare su Skype ma non riuscire ad avere una conversazione decente con una figlia troppo mobile.
“mamma, perché devi andare a lavoro? mamma, perchè il tuo lavoro non si può spostare come quello di papà? mamma, non voglio che vai a lavoro. Resta con me mamma. Ti voglio bene mamma?” (Arianna, 3 anni)

Sentire la mancanza della famiglia e – al contempo – essere super esaltata di stare da sola.
Tornare #mammapersempre e chiedersi quando arriva la prossima vacanza?

Volevo l’ape con le amiche e Zelda time ma non ce l’ho fatta. Non si può avere tutto e la prossima volta vorrei riuscire a godermi un po’ più di tempo per me perchè va bene il dovere ma insomma, semel anno lecito gaudēre est.