Aspettative

Le aspettative sono le scorciatoie che il nostro cervello mette in atto per fare ordine nel caos della vita che ci circonda.  Sono previsioni sul comportamento altrui prodotte in base a convenzioni culturali e euristiche di probabilità.
Sono utili nella stragrande maggioranza dei casi ma poiché i loro presupposti sono culturali e probabilistici, non sempre sono corrette.

Attaccarsi troppo alle aspettative può essere gravemente nocivo: quando poi alla prova dei fatti le cose non vanno come si era programmato, la delusione cocente è dietro l’angolo. Sia per chi è l’attore dell’aspettativa, sia per chi ne è l’oggetto.

Quando ero bimba c’erano grandi aspettative sul mio futuro poiché sono figlia unica, non mi sono mai mancati supporto e mezzi, pareva avessi del talento (brava a scuola = intelligente. Anche no gente, mio malgrado). Chissà dove sarei dovuta arrivare. Eh già, chissà.

Quando ero incinta di Arianna avevo grandi aspettative su di me in quanto mamma e la delusione cocente, per non parlare di mazzata sui denti, l’ho vissuta in pieno quando – subito – ho capito che nessuna di esse era realistica. Quanto meno male sarei stata se non mi fossi fatta tutti quei trip, se mi fossi permessa di trovarmi/trovarci invece di applicare degli schemi altrui?

Da quando Arianna è nata ho cercato di avere le aspettative più basiche in assoluto: guardo alle sue caratteristiche e cerco di prevenire la tentazione di farne una regola predittiva. Parla molto: è intelligente. E’ minuta: sarà una ballerina/ginnasta. E’ caparbia: sarà una leader.
Non voglio che le mie aspettative diventino per lei un limite alle possibilità o un traguardo prefissato, un metro di misura del suo successo come persona o della sua amabilità come figlia. Non voglio che possa mai pensare che io sia delusa da lei solo perché diventerà qualcosa che non avevo previsto o pianificato.

Inutile imporre su mia figlia modelli che appartengono al mio tempo e non al suo.
Certo, non sto dicendo che mi andrà bene qualsiasi cosa 🙂 solo che spero che facendo un po’ più di fatica oggi per guardare alla persona reale nella situazione reale, in futuro io renda un buon servizio ad entrambe nell’accettarci per quel che saremo diventate al di là delle reciproche previsioni.