Vecchia all’improvviso

Non so bene come sia successo ma una mattina di qualche giorno fa ho incontrato il mio riflesso nel finestrino sporco di un autobus e all’improvviso mi ha colto il pensiero: “cara, sei diventata vecchia” . L’epifania non coincide col compleanno o un evento particolare, solo con una mattinata trafelata come molte altre e un pallido raggio di sole autunnale. Saranno i capelli bianchi che si ostinano a comparire in primo piano sul ciuffo, la pelle grigiastra e non più levigata, le prime rughe sul collo e vicino alla bocca, le occhiaie permanenti. O forse l’aria spettinata che nonostante code e mollette i miei capelli riescono a mantenere, l’abbigliamento noioso se  non addirittura sciatto. La fretta,  la stanchezza, le cattive notizie al tg, le preoccupazioni ordinarie e nessun evento straordinario da attendere o in cui sperare. La mancanza di amici e di birre, le responsabilità, l’amore seppellito dalla routine.
Certo, il chiasso degli studenti alla mattina e la loro ostinazione nel soffermarsi davanti alle porte del mezzo invece di scorrere dentro non aiutano ‘cosa andate a scuola a fare se non arrivate nemmeno a capire che dovete levarvi?’. Acidume da vecchietta.  Forse un po’ di invidia per chi ha ancora la capacità di distrarsi e praticare incosapevole beata leggerezza.

2 commenti su “Vecchia all’improvviso”

  1. Zio Lori ha detto:

    ciao Chicca, finora non ho mai lasciato commenti ai tuoi post ma l’ultimo mi ha lasciato interdetto: che succede?
    sei una donna dolcissima, solare e positiva e da dove arriva tanta negatività?
    non sei vecchia!!! cosa devo dire io che ho 20 anni più di te e che in quei finestrini mi ci vedo riflesso quotidianamente? certo, mi atteggio da ragazzino (a volte esagerando) ma quantomeno reagisco al naturale sconforto che può derivare dalla stanchezza della quotidianità soprattutto non perdendo di vista quello che ho. nel tuo caso una figlia meravigliosa, un marito che ti ama e col quale condividi interessi e passioni, una famiglia che chiunque ti invidierebbe! so che dirlo non è facile come farlo ma ti assicuro che hai tutti i numeri per riuscirci senza problemi, l’importante è non arrendersi! e se te lo dico io.. eheh..
    so di non brillare per “presenza” ma te lo scrivo pubblicamente: se posso esserti di aiuto, ci sono!
    ti abbraccio forte,

    lo zio.

    1. Ziqu ha detto:

      Suona sempre molto brutto ed egoistico lamentarsi quando la vita ti ha riservato tante cose belle, vero? Lo è in effetti così come è brutto riconoscerlo e sentire lo stesso che non basta a renderti soddisfatto e in pace. Oltretutto appena ne parli tutti subito a zittirti: “ma cosa vuoi di più? ma pensa a quelli che stanno nei casini”. Non è che io non apprezzi quel che ho (beninteso: mica mi è piovuto in testa, ci ho messo del mio per meritarmelo e non lo dico a te zio ma a quell’altra mia anonima lettrice che i commenti me li rifila su whatsApp) o che sottostimi le altrui difficoltà: semplicemente ci sono giorni in cui è spiattellata lì quell’insofferenza e mi rendo conto che si vede anche da fuori. E non mi garba, vorrei levarmela di dosso e giocare al mi-scivola-tutto-addosso come fanno i ragazzini di oggi.
      Il fatto che qualcuno stia messo peggio di me non mi consola né può farmi sentire in colpa. Il fatto di avere qualcuno pronto però a sostenermi è una cosa di cui sono consapevole e molto grata, anche se so di non poter essere capita davvero. Un grande abbraccio riconoscente alla tua ‘presenza’.

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