Ninna nanna per organo e fiume da Tremenico

Tremenico, sabato 16 agosto ore 21:concerto d’organo. Avevo in agenda questo appuntamento da più di un mese.
Unica variabile non considerata adeguatamente è stata la bimba. L’estate scorsa aveva 8 mesi ed aveva fatto tutto un concerto beatamente addormentata.  Speravamo nella replica. Speravamo male.
Orario al limite della routine nanna, bimba super eccitata dalla novità, dalla gente, dai nonni, dalla passeggiata per i boschi di notte.
Entriamo in chiesa e tempo il primo brano la pupa ha già esaurito la pazienza.  Ha sonno ma così non può dormire.
Quindi la avvolgo nella coperta, me la carico in braccio e usciamo.
Fuori è buio e fa freddo. La luce vicino alla chiesa è poco più di un lumicino nella notte scura, il suono dell’organo ovattato attraverso le spesse mura. Davanti a noi le sagome della valle di notte e sopra di noi le stelle.  Intorno lo scrosciare impetuoso del Varrone, grilli, cicale e qualche uccello notturno. La bimba infagottata si lamenta poi si fa prendere dal sussurro della valle, dal dondolio e si tranquillizza. Ci avviciniamo alla porta per sentire l’Ave Maria di Shubert: già è bella di suo ma la voce del Prestinari di Tremenico è rara e così dolce, smorzata dietro la porta, che la pupa si addormenta e mi regala uno di quegli impagabili momenti di amore e quiete materna che ti fanno valere la fatica di tutti gli altri momenti.
Entriamo ma praticamente il concerto è finito. Si esegue l’inno di S. Agata e il paese lo canta tutto in coro e appalude a profusione e la bimba dorme beata in braccio a me. Sembra farlo apposta, birbante. Eppure è perdonata, noi di concerto ne abbiamo sentito un altro ed era solo per noi.