Lettera ai maturandi

Ieri sono iniziate le maturità. Ricordo ancora la mia: sono andata letteralmente in panico e mi sono sfinita a cercare di memorizzare virgola per virgola libri ordinari e bigini ad hoc. La parte più dura non sono state le prove d’esame quanto piuttosto la preparazione e l’attesa.
Se avete fatto bene durante l’anno non avrete di che preoccuparvi tranne che del panico: approfittate della tesina, sarà il vostro exploit personale. Se non avete fatto bene durante l’anno… non si rimedia in una settimana! Cercate di dare il meglio con quello che avete e poi godetevi le vacanze.

Cosa vi aspetta dopo questa prova? Molte molte altre prove! Diverse e difficili, per le quali in molti casi non avrete modo e occasione di prepararvi in anticipo.
Alcuni tra voi decideranno di andare a lavorare subito: se avete per le mani un diploma tecnico quasi quasi vi conviene. Questo è un momento nero per il mercato del lavoro: vi chiederanno molto offrendovi in cambio poco o niente. Basse retribuzioni e forme contrattuali senza alcuna tutela: vi vogliono giovani, bravi, belli, con esperienza e sottocosto. Carne da macello: fuori uno dentro un altro, purché poco pagato.
Vi consiglio lo stesso di iniziare a lavorare se potete: l’esperienza conta quasi più dei titoli di studio oggigiorno, si paga sicuramente più dei titoli. Pensate in prospettiva: tra qualche anno potreste comunque decidere di andare all’università – studente lavoratore o studente disoccupato – non come ripiego ma per qualificazione.

Altri preferiranno continuare gli studi. Stop fermi tutti: non è una scelta obbligata, checché se ne dica. Valutate bene: l’università ha un costo economico ed umano non indifferente: vi chiederà soldi, impegno, tempo. Vi procurerà rabbie, ansie, frustrazioni e grandi soddisfazioni. Ma se la scegliete, sceglietela con convinzione e pretendete che vi dia il massimo. L’ennesimo “foglio di carta” non serve più ad aprire le porte, anzi molto spesso ve le sbatterà in faccia. “Laureato che non sa fare niente”, questi sono i laureati oggi sul mercato del lavoro: molte nozioni, nessun mestiere tra le mani. Ci hanno voluto così ed adesso ce lo rinfacciano: la coerenza non è di questo mondo (italico).
Se comunque opterete per l’università dovrete scegliere il corso ed allora accettate qualche consiglio da una che ci è già passata e che non ha ancora l’età per essere “matusa” quindi ininfluente sulle vostre scelte.
Valutate onestamente voi stessi: cosa vi aspettate per il vostro futuro? Una carriera luminosa? un lavoro prestigioso? uno che vi faccia guadagnare molto o uno qualsiasi purché si porti il pane in tavola? Volete viaggiare? Siete pronti a sacrificare serate, week end, vacanze, a lavorare extra senza paga? Volete una famiglia e viverci dentro o vi basta una famiglia da tempo libero? State bene da soli o state meglio in gruppo?
Siate onesti con voi stessi e cercate di capire come volete vivere gli anni DOPO l’università: vi aiuterà a scremare le offerte.
Gli atenei vi offriranno molte opzioni: creative, originali, esclusive, nuove. Lasciate perdere! Scegliete i corsi tradizionali, quelli che hanno un nome noto ed una storia alle spalle e che non vi richiedano di spiegare cosa siete ad ogni colloquio.
E le passioni, gli interessi, le curiosità? Vanno bene se pensate di dedicarvi alla ricerca o se siete veramente bravi.
Altrimenti siate onesti e giusti con voi stessi: se l’università vi deve procurare un lavoro, datele l’occasione di farlo.

E’ un discorso disincantato, forse non vi farà piacere ora che vi aprite al mondo dello studio e della vita che potete scegliere e disegnarvi da voi. E’ un discorso onesto però: io ho scelto di continuare a studiare e ho scelto il corso seguendo l’ispirazione. Mi è piaciuto, a tratti mi sono persino divertita ma adesso non posso dire di non avere rimpianti. Molti non capiscono cosa ho studiato, quelli che lo capiscono non mi trovano abbastanza competente. Da neo laureata (insomma, in realtà sono già 2 anni) sono troppo qualificata per lavori semplici ma poco per quelli complessi. A 25 anni sono vecchia per apprendistato e stage ma giovane per il tempo determinato e non. Da donna sono ” a rischio maternità” e quindi ci pensano due volte a regolarizzare la mia posizione. Da me stessa non mi interessa la carriera a tutti i costi, non mi interessa andare all’estero: metto al primo posto la famiglia e la possibilità di conoscere questo paese che amo ma che ogni giorno mi tradisce un po’. Ovviamente questo mi taglia fuori da molte opportunità.

Insomma ragazzi, senza volervi spaventare o scoraggiare, vi invito a cogliere l’occasione di maturare davvero. Scegliete di cuore ma anche di testa: è la vostra vita che state disegnando, vale la pensa di spenderci un po’ di serio pensiero.
Per adesso: congratulazioni e tanti auguri! Che il vostro futuro possa essere come lo volete.

2 commenti su “Lettera ai maturandi”

  1. ziqurrat ha detto:

    Grazie dei complimenti. Speriamo che gli interessati non la trovino invece “barbosa”.
    Lieta di ritrovarti ad ogni modo 🙂
    Saluti
    Federica

  2. Antonino ha detto:

    Ciao Ziqu,
    Congratulazioni a te per la bellissima lettera rivolta ai giovani maturandi.
    In quest’articolo ho ritrovato concetti che fanno parte della mia cultura che tu hai descritto in modo semplice e incisivo. Sei una grande!
    Un saluto

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