Campagna “posta con la testa”

Posta con la testa Da circa un mese sul canale televisivo La7 viene passato uno spot realizzato in collaborazione con SaveTheChildren Italia: “Posta con la testa“.
Lo spot si rivolge ai ragazzi invitandoli a riflettere prima di pubblicare immagini o video nella Rete onde non aversene poi a pentire. Non vieta, non prescrive un comportamento “giusto” semplicemente avvisa: quel che viene pubblicato sul web è potenzialmente accessibile a chiunque, difficilmente eliminabile, liberamente interpretabile e manipolabile.
Ciò che per noi è innocuo od innocente altri potrebbero interpretarlo come volgare – o farlo apparire come tale – danneggiandoci soprattutto nella vita reale. E una volta che un’immagine o video si diffondono nella rete, vengono copiati su computer o cellulare diviene impossibile controllarne la diffusione o eliminarli.
I pentimenti tardivi sono inutili, meglio pensarci prima. “Posta con la testa” ovvero prendi coscienza del mezzo che stai usando, del messaggio che intendi veicolare in esso e valuta pro e contro prima di pubblicare immagini o video.

Posta con la testa Cercando maggiori informazioni in rete, ho trovato un secondo spot in formato cartoon legato alla medesima campagna. Questo secondo spot è anche più forte del primo e secondo me meno efficace poiché rischia di limitare il messaggio ai soli contenuti a sfondo sessuale mentre l’invito dovrebbe riguardare tutto il materiale pubblicato in rete (anche farsi vedere ubriachi, drogati, violenti o semplicemente stupidi potrebbe avere risultati spiacevoli).

Easy4: guida per l’uso consapevole delle nuove tecnologie

Easy4 Il sito Easy4 legato alla campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare ragazzi ed adulti ad un uso consapevole delle nuove tecnologie.
Ad un’occhiata superficiale l’impressione è che:


  • si indirizzi ai ragazzi trattandoli da “piccoli” escludendo immediatamente la fascia di quelli che si sentono già grandi e da tali vogliono essere trattati (15 anni in su, a mio giudizio)
  • l’ingresso diversificato per adulti/educatori e ragazzi è come se preannunciasse una “predica in arrivo” per entrambi, da una parte la critica al lassismo e dall’altra un tono paternalista.

In realtà, il sito è largamente informativo e non impiega toni particolarmente critici nei confronti di nessuno, anzi offre indicazioni utili. L’area dedicata ai ragazzi ha un orientamento più pratico, con consigli e test per mettersi alla prova. L’area dedicata agli adulti contiene maggiore “teoria”, compreso un mini corso sul web (chat, community, social network) e guide per assistere la navigazione dei ragazzi.
Dubito in ogni caso che il sito possa essere meta di navigazione volontaria da parte del suo pubblico più giovane per cui ben vengano le iniziative correlate – come gli spot ma soprattutto le iniziative presso le scuole e i luoghi di aggregazione giovanile- per portare il messaggio ai principali interessati.

E’ nato prima il web cattivo o il cattivo uso del web?

Hai il diritto di partecipare, divertirti e trovare informazioni adeguate alla tua età e personalità
Hai il diritto di esprimerti liberamente quando sei online sempre nel rispetto dei diritti degli altri
Hai il diritto di utilizzare le Nuove Tecnologie per sviluppare la tua personalità

Plauso all’iniziativa volta a responsabilizzare gli utenti – attuali e futuri – della rete: accanto ai diritti riconosciuti è necessario ricordare anche doveri e responsabilità . Personalmente credo che le soluzioni censorie siano sbagliate a priori: ognuno dovrebbe essere libero di decidere a quali contenuti accedere o meno, quali contenuti pubblicare o meno. Per essere veramente liberi però bisogna essere informati: conoscere lo strumento, le sue potenzialità ed i suoi pericoli (compreso quello di commettere reato diffondendo materiale contrario alle policy d’uso o alla legge).
Dare la colpa ai media cattivi o agli orchi del web -poiché, aimé, esistono veramente questi orchi – è sbagliato perché sposta all’esterno il focus della questione: il problema non sono i contenuti del web ma piuttosto è l’approccio inconsapevole ad essi. Specialmente ora che la barriera di accesso alla pubblicazione si è abbassata (social network, blog hanno reso enormemente semplice la creazione di contenuti in prima persona) e che gli aspetti relazionali sono in primo piano è necessario conoscere lo strumento. Soltanto la conoscenza del mezzo che stiamo utilizzando può renderci utenti consapevoli e di conseguenza responsabili e prudenti laddove veramente serve.