Redesign del sito Auser Lombardia: analisi e valutazione

Auser Lombardia è un’associazione di volontariato dedita all’assistenza all’anziano e alla promozione della terza età attiva.
Ho “lavorato” al redesign del suo sito durante lo stage, come progetto di laurea e durante il servizio civile fino a gennaio 2008, lasciando poi il testimone alla web agency incaricata ed alla nuova stagista.
Dopo un percorso durato da novembre 2006 a novembre 2008 il nuovo sito viene finalmente alla luce.
Ed è alquanto diverso dal sito che avevamo disegnato insieme.

Ho aspettato a scrivere questo post per elaborare disappunto e delusione. Ho investito molto tempo ed energia in questo progetto (senza contare le ferie col portatile in spiaggia e il rientro il 16 agosto per parlare con la web agency), ritenevo che le 40 sessioni di test utente avessero ampiamente dimostrato la solidità della proposta. Ed invece il sito è stato significativamente modificato.
Il progetto era sicuramente migliorabile perciò, dopo lo shock iniziale, mi sono presa tempo per rintracciare i cambiamenti, indovinarne le motivazioni e valutarne l’impatto positivo o negativo.

Architettura informativa e navigazione

Avevamo previsto un menù principale con 4 macro sezioni: Chi siamo, Cosa facciamo, Dove Siamo, Piazza Auser. La scansione è rimasta la stessa, anche internamente le voci di secondo livello sono poco cambiate.
Diversa è la disposizione del menù che da orizzontale e dinamico (a discesa ed espansione laterale) è diventato verticale e statico. Questa soluzione porta via molto spazio ed era stata scartata ai miei tempi perché si voleva stipare molta informazione nell’area centrale della pagina. Anche la soluzione orizzontale tuttavia aveva i suoi difetti: una minore “esposizione” del contenuto ed una relativa difficoltà di utilizzo del menù (ma gli accorgimenti adottati nel prototipo ed i test su di esso condotti non l’hanno dimostrata per il caso specifico).
La soluzione verticale adottata è semplice ed esteticamente piacevole ma è andata a discapito della visibilità di altre 5 sezioni: Ti stiamo cercando, Sostienici, Servizio Civile, Enti e Imprese, Area riservata ora sono accessibili solo dalla home page e non hanno richiami interni. Queste aree rappresentano le attività di people and fund raising: la loro messa in secondo piano è decisamente poco giustificabile per un sito che ha tra i suoi obiettivi, al secondo livello di priorità, il coinvolgimento di persone e pubbliche amministrazioni.

Il menù contatti è in una posizione marginale, non standard e fuori dal focus d’attenzione dell’utente: decisione discutibile per lo stesso motivo di cui sopra.
Con rammarico osservo la scomparsa dello spazio dedicato agli eventi: manca il calendario, che pure esisteva nella vecchia edizione del sito (ne parlo in questo post) e che è, per la sua sinteticità visiva, un must per le associazioni che organizzano tante attività quante ne realizza Auser.

Homepage

Idealmente la homepage ha mantenuto l’impostazione concordata: presentazione dell’associazione e news. La disposizione adottata però è troppo affollata e caotica: c’è poco spazio tra i paragrafi, i testi e le immagini sono disallineati. L’introduzione delle notizie nella parte bassa è brusca: gli argomenti ed il formato sono poco pertinenti con quelli soprastanti e non c’è nemmeno un’etichetta a precisare la diversa natura di questo contenuto. Mancano inoltre le date, che testimonierebbero dell’aggiornamento del sito.
Anche i link per accedere all’esploso della notizia sono poco visibili e disallineati: piuttosto che su “continua” sarebbe stato meglio metterli sull’area intera o quantomeno sul titolo. Più grande, più facile da cliccare, più “standard”.

Contenuti

Una parte dei testi del sito è fissa: sono le spiegazioni delle attività e la presentazione dell’associazione. Redatti da Koinetica sono sicuramente ottimi testi. Peccato però per la scarsità di agganci grafici: alcune pagine sono testo monoblocco! Qualche foto e qualche colore in più avrebbero giovato.
Nella sezione “Cosa facciamo” erano previsti motori di ricerca tematici sulle iniziative realizzate dalle associazioni locali di Auser. Essi rappresentano il vero valore di questa sezione poiché permettono, anche a chi non conosce l’organizzazione, di avere il panorama delle attività nella sua zona. Se vogliamo sorvolare sull’utilizzo del termine “Comprensorio” nell’etichetta del campo di ricerca (non si era detto che è gergo interno, troppo tecnico, poco significativo perché il comprensorio è un’area più o meno grande dell’omonima provincia?), non possiamo sorvolare sulla dimensione minima del menù a tendina che potrebbe indurre a pensare ad un campo vuoto e che invece si allarga successivamente, a seconda della voce selezionata.
Al momento i dati disponibili tramite la ricerca sono pochi e limitati al comprensorio mantovano. L’esploso dei risultati della ricerca è “anonimo”: mancano riferimenti alla “localizzazione” dell’articolo (un logo o un titolo per ricordare l’appartenenza al comprensorio mantovano) ed il ricorso a un form per i contatti andrebbe integrato dai dati e recapiti di una persona di riferimento.

Circa il tema della localizzazione e orientamento tengo a sottolineare l’assenza di un path menù e di enfasi sulla posizione corrente nel menù: queste informazione infatti sono affidate alla memoria ed all’intuizione, un bell’azzardo per un sito che si rivolge ad un pubblico prevalente di persone avanti con l’età e poco pratiche di navigazione web.
Infine ci sono pagine vuote o con orribili cartelli”under construction”. Era una critica mossa anche nella valutazione del vecchio sito, uno dei motivi per cui si era deciso di passare al redesign: le pagine non pronte non si pubblicano. E’ buon gusto e buon senso: un buon sito, specie se nuovo, non può essere incompleto e se lo è non si deve vedere.

Il dilemma delle associazioni locali

Auser Lombardia ha una ricchezza che diviene un problema nel momento in cui si deve organizzare l’architettura informativa e la struttura di navigazione: è composta di oltre 200 associazioni locali che – in maggiore o minore misura – richiedono visibilità ed autonomia d’azione sul sito.
La soluzione adottata nella prima edizione era di ripetere la medesima struttura del sito regionale per ciascuna associazione locale: oltre 200 sottositi senza aggiornamento, troppo ricchi di opzioni per le associazioni piccolissime e poco visibili per quelle grandi. Per l’utente un incubo da navigare e da riconoscere.
Nel redesign progettato da me si era deciso di “sacrificare” i sottositi prediligendo l’approccio da utente esterno all’associazione:

  • esplorazione “per località”: creare delle singole pagine di presentazione per le sedi locali da cui accedere alle notizie da esse pubblicate;
  • esplorazione “per attività”: dalla sezione “Cosa facciamo” consentire la ricerca per territorio delle specifiche attività.

Maggiore sinteticità e ordine, orientamento alle cose da fare invece che approccio da politica interna.
Nella versione on line siamo tornati ai sottositi ma solo per i comprensori provinciali. L’intestazione presenta un diverso logo e titolo ma il menù è quasi identico a quello principale ed alcune voci riconducono al sito regionale, senza che vi siano significativi indizi dello spostamento (dato che mancano il path menù o un’enfasi grafica e l’intestazione è fuori dall’area dei contenuti, quindi fuori dal focus dell’utente). La qualità dei contenuti poi crolla miseramente per qualità e strutturazione.
Ed anche questo era un punto che era stato sottolineato sia nella valutazione preventiva sia nella stesura dei requisiti del redesign.

Interazione e coinvolgimento

Sono scomparse o rimandate o ben nascoste le video interviste e le testimonianze di operatori, soci ed assistiti.
Le aree che dovevano essere aperte al contributo degli utenti richiedono come prima cosa l’accesso con password laddove avevamo stabilito l’immediata visibilità dei contributi esistenti e solo successivamente la richiesta di identificazione per partecipare (fammi vedere perché dovrebbe valere la pena di registrarmi prima di chiedere i miei dati, no?).

Il forum è realizzato con un’applicazione esterna: non è integrato con la cornice del sito perciò l’arrivo è abbastanza destabilizzante.

Il collegamento con il mondo e i temi del volontariato è del tutto assente: Auser Lombardia parla solo di sé e solo per sé, alla faccia del concetto di rete del volontariato e della tanto auspicata partecipazione collettiva alla promozione della società civile. Il superamento del solipsismo del volontariato era uno dei temi centrali della mia tesi: ho la riprova che si trattava di pura utopia, di molte parole e buone intenzioni di facciata.

Conformità agli standard

Altro punto di priorità negli obiettivi del redesign era avere un sito con codice pulito, valido, conforme agli standard, con accessibilità almeno a livello A, seo optimized.
L’accertamento di questi punti è oneroso dal punto di vista del tempo richiesto, pertanto mi soffermo ai controlli fondamentali:

  • validazione W3C del codice: invalido (su 10 pagine controllate, tra principali, secondarie e locali, non ne valida nemmeno una), prevalentemente per la presenza di “&” all’interno dei link, tag non chiusi e assenza di alt text.
  • validazione W3C dei CSS: invalido per 2 errori e svariati warning
  • utilizzo di codice semantico: impaginazione a tabelle, assenza degli header, titoli dentro span con classe titolo, menù realizzati con div invece di liste etc.
  • accessibilità livello A: non è pienamente conseguita.
  • SEO: i link non sono user friendly ma codici numerici; description e keyword sono sempre gli stessi per tutte le pagine (oggi avere i tag meta non basta più, affinché contribuiscano alla reperibilità della pagina devono essere armonizzati con i contenuti altrimenti non vengono considerati); mancano gli header e i link contestuali che aumenterebbero collegamenti e “peso” delle pagine. C’è molto testo ma la keyword density non è ottimizzata proprio perché le keywords sono generiche. I testi curati da Koinetica hanno una elevata concentazione di termini significativi per la reperibilità dei contenuti ma è un’accortezza su cui non si può fare affidamento per i contenuti generati dai volontari.

Valutazione e riflessioni

Ho evidenziato molti problemi, alcuni nuovi altri di vecchia conoscenza. Il mio rammarico è che oltre la buccia grafica – nuova e gradevole – mi pare che poco sia cambiato nel sito di Auser Lombardia.
I testi sono migliori ma perché li ha scritti Koinetica.
La navigazione è visivamente meglio organizzata ma sacrifica le aree di promozione e coinvolgimento (raccolta fondi, reclutamento di nuovi volontari, relazioni con le pubbliche amministrazioni e le imprese).
E’ stato largamente mantenuto l’orientamento all’interno che privilegia le richieste politiche piuttosto che la fruibilità generale da parte degli associati, dei beneficiari del servizio e dei potenziali tali. Ci sono di nuovo molte aree a rischio abbandono e di nuovo le piccole associazioni locali sono relegate ad una mera anagrafe, per di più con impaginazione disordinata e senza indirizzo.
Come ventilato dal mio relatore, l’area di coinvolgimento (piazza Auser) rischia di essere più un gadget che una reale potenzialità dato che il complesso del sito non pare interessato a coinvolgere quanto piuttosto a ribadire il “quanto siamo bravi”.
Non c’è connessione o riflessione e dibattito sul panorama italiano del volontariato. Ad esempio, il banner aggiunto all’ultimo per la petizione contro il taglio dei fondi al servizio civile NON ha alcuna riflessione associata: perché Auser la sostiene, che valore attribuisce al servizio, che esperienza ha con i volontari? Quanto si poteva dire e non è stato detto! Forse la conferenza annuale dell’organizzazione è più importante…

Infine mi piacerebbe sapere se sono stati fatti test utente: come sono andati? che indicazioni ne avete ricavato?
Io li avevo fatti e ne avevo tratto preziose indicazioni, tutte tradotte in modifiche al prototipo. Qui ho il sospetto che i test siano stati tranquillamente ignorati: perché preoccuparsi dell’utente se le dirigenze si dicono soddisfatte?

Non è una colpa di Auser o meglio, non è solo sua: io li avevo “messi in guardia” ma mano a mano che acquisisco esperienza nel settore della produzione web noto che conta più il nulla osta (con fatturazione) del cliente di qualsiasi altra riflessione. A nessuna web agency conviene impuntarsi su soluzioni ottimali, conviene piuttosto accontentare le richieste della committenza, per quanto inusabili possano rivelarsi. Insistere farebbe parte della auspicata collaborazione tra volontariato e professionisti del web per un web migliore e socialmente impegnato ma… è l’altra parte utopistica della mia tesi e della mia visione di come dovrebbe andare questo mondo.

In conclusione, questo è un lavoro di cui purtroppo non posso in alcun modo rivendicare la maternità e me ne resterà sempre il rimpianto perché è stato veramente un anno, lavoro e parole, buttati via per niente. Fortunatamente mi sono laureata prima della pubblicazione del sito per cui il mio progetto è stato presentato solo come definizione di requisiti e prototipo: il sito attuale col prototipo non ha nulla a che spartire e sarebbe stato complesso spiegare perché.

E’ anche stato un bene che abbia lasciato il servizio civile anzitempo: avrei dovuto andare contro le mie convinzioni e probabilmente sarei diventata terribilmente antipatica ai “ragazzi” di Auser.

2 commenti su “Redesign del sito Auser Lombardia: analisi e valutazione”

  1. Mchan ha detto:

    Ehi coppa, questo cambio radicale del tuo blog mi ha sorpreso, sembra un sito di cucina. 😀

  2. Sanchan ha detto:

    Spero che questa analisi gratuita del sito di Auser aiuti l’associazione. Purtroppo non tutte le web agency hanno esperti in comunicazione, usabilità e accessibilità. Se si degnassero di assumerne almeno uno per agenzia la qualità generale dei siti web sarebbe migliore.

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