La curva del design e la vignetta dell’altalena

Stavo leggendo questo post di Matthew Inman che mette in discussione il detto “due teste sono meglio di una”. Dipende da quali teste sono coinvolte: due stupidi non fanno un intelligente.
Nelle questioni di design lasciate che siano i designers a decidere: maggiore è il numero delle persone non skillate coinvolte, peggiori saranno i risultati.
Suona un po’ come la difesa della “casta”, passa soltanto perché gli esperti di usabilità vengono inclusi nella categoria delle persone da consultare 😛

Ad ogni modo, la vignetta rende perfettamente l’idea della difficoltà di creare una vera armonia tra le varie professionalità coinvolte in un progetto. E’ significativa anche l’assenza di un senso di lettura predominante, ad indicare il fatto che non esiste un punto di partenza univoco. Da Usability-expert-to-be mi piacerebbe suggerire di iniziare dall’ultima in basso cioè dalle necessità dell’utente.

3 commenti su “La curva del design e la vignetta dell’altalena”

  1. Ziqu ha detto:

    Ciao Michele,
    la vignetta ironizza sul processo di definizione del progetto di un’altalena. Leggiamo dalla prima riga, in alto a sinistra.
    L’utente, quando descrive una cosa che vorrebbe usare, tende a inserirci particolari superflui e ridondanti, giusto perché se può chiedere allora chiederà di più: infatti, l’altalena ha 3 sedili e così come è fatta non si riuscirebbe ad usare.
    Il capo progetto tende a semplificare al massimo e spesso non comprende appieno la complessità progettuale poiché non dispone di tutte le conoscenze tecniche necessarie, difatti piazza l’albero in mezzo così l’altalena non può dondolare.
    Gli analisti sono costretti a sottostare alle decisioni dei capi progetto, anche se per farle funzionare devono ricorrere a soluzioni assurde, tipo tagliare la pianta ed aggiungere dei sostegni laterali.
    A questo punto, capisci che il progetto è diventato un disastro da realizzare, infatti gli sviluppatori creano qualcosa che difficilmente funzionerà: l’altalena è per terra.
    I commerciali, dal canto loro, hanno come priorità vendere per cui abbelliscono il prodotto di funzioni e qualità che in realtà non ha.
    La documentazione è inesistente: non c’è tempo e …come fai a spiegare un simile disastro?!
    La quart’ultima vignetta è ambigua: da un lato potrebbe significare che alla fine il prodotto non dispone delle caratteristiche fondamentali richieste (un sedile per dondolare) oppure che il tecnico installatore non dispone dei “pezzi” per montarlo.
    Al cliente il prodotto finale costa quanto un ottovolante ed il supporto post vendita è inesistente (non è documentato, è costruito male…).
    In tutto questo processo ciò che si perde di vista è l’usabilità: l’utente desiderava solo qualcosa per dondolare ed a tal fine anche uno pneumatico attaccato ad una corda avrebbe fatto al caso.
    La soluzione semplice ed efficace è a portata di mano ma quando troppi “esperti” vogliono metterci bocca la semplicità e l’efficacia vengono sacrificate all’estetica ed ad una superflua moltiplicazione di funzioni che rovinano il risultato finale.
    Spero di essere stata utile e non troppo prolissa 🙂
    Ciao

  2. michele ha detto:

    Ciao Ziqu, mi interesserebbe molto comprendere questa vignetta…il settore del design non lo conosco bene.Mi spiegate gentilmente i vari passaggi?

  3. Sanchan ha detto:

    Sono poco d’accordo su “How the programmers wrote it”. L’avrei disegnata come da specifiche ma con le corde sfilacciate: un bug può sempre esserci ma se non rispetta le specifiche è meglio cambiare programmatori ( o specifiche 🙂 )

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