Concerto d’organo – Tremenico (Lc) – 10 Agosto 2008

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La sera del 10 agosto, alle ore 21:00 presso la chiesa di S. Agata di Tremenico (mappa), torneranno a risuonare le note dell’antico organo Prestinari.
(Locandina PDF)

Si ripete l’iniziativa che la scorsa estate ha ridato voce all’organo, risalente alla seconda metà dell’Ottocento. Grazie alla collaborazione del maestro Riccardo Enrico Selva, si prospetta una serata musicale interessante ed educativa al termine della quale è previsto un allegro rinfresco. Sperando nella bontà del tempo, grazie alla posizione riparata del paese, si potrà anche dare la caccia alle prime stelle cadenti.

Tremenico, la chiesa e l’organo

Tremenico è un piccolo comune di poco più di duecento abitanti. Si trova in Valvarrone, nell’Alto Lario al confine con la Valtellina, 754 metri sopra il livello del mare.

La storia del paese e della chiesa di S.Agata datano indietro nel tempo sino all’anno Mille: nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani (codice pergamenaceo di 215 fogli, conservato nella Biblioteca del Capitolo del Duomo di Milano) il milanese Goffredo da Bussero elenca nella diocesi di Milano 26 chiese e oltre 21 altari dedicati a S.Agata. Una di queste chiese è quella situata “in loco Cremenego (Tremenico) Plebis de Deruio (Pieve di Dervio)”.
La storia dell’edificazione di questa chiesa è fitta di interventi di ampliamento e restauro (la cronologia nel dettaglio alla fine dell’articolo) fortemente voluti dai Tremenicesi, specie di quelli emigrati in pianura per lavoro: ad esempio l’altare proviene da Venezia, acquistato e trasportato appositamente dalla Laguna a testimonianza dell’amore di queste persone per la propria terra natale. In modo non dissimile, anche l’organo è giunto a Tremenico attraverso la generosità ed il lavoro dei paesani direttamente dalla Brianza, dalla prestigiosa bottega dei Prestinari di Magenta.

L’organo, compreso della cantoria, arriva nella chiesa di S.Agata nel 1853, per volere del Parroco Don Bellati e grazie ai contributi dei parrocchiani, dell’Arcivescovo, dello stesso Parroco e di Carlo Magno Buzzella.

Lo strumento è interamente meccanico con un grande mantice un tempo azionato manualmente (oggi elettricamente). Ciò che caratterizza questo organo rispetto a quelli modermi è il congegno a pedale che imposta i registri, tecnicamente (definizione ripresa dal sito del Comitato Organo Prestinari Marcallo) Combinazione libera “alla lombarda”: congegno meccanico a pedale che agisce sulle leve dei tiranti di un certo numero di registri, preventivamente selezionati dall’ organista, inserendo le file di canne corrispondenti.

L’organo è decisamente poco utilizzato perché mancano nel paese persone in grado di suonarlo. Proprio per questo, il suo stato di conservazione non è dei migliori e alcune delle canne non funzionano più.
Dall’anno scorso la gentilezza del maestro Riccardo Enrico Selva consente all’organo e all’orecchio dei paesani di fare un po’ di esercizio e di festa.
Il concerto è offerto gratuitamente, con la possibilità di lasciare una libera offerta per aiutare la Parrocchia a raccogliere i fondi per il restauro di questo prezioso strumento.

Cronologia degli interventi sulla chiesa di S. Agata

1367
Le due chiese di S. Agata e S. Martino ottengono dalla Curia di Milano di costituirsi in un’unica parrocchia con sede a S. Martino, detto anche Mont’Introzzo.
1566
L’ Arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, (poi S. Carlo), si reca a Tremenico in visita pastorale e, sentite le lamentele dei tremenicesi, promette la costituzione della Parrocchia di S. Agata a Tremenico.
1575
Prende servizio il primo parroco, Viviano Gussalli.
1582
L’ Arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, (poi S. Carlo), in una seconda visita a Tremenico, vista la povertà della parrocchia decide di aumentarne le rendite. L’anno precedente i paesani si erano già impegnati a versare annualmente 300 lire imperiali a favore del loro Parroco.
1597
Taddeo e Giovanni Paolo Rubini, ricchi mercanti di Tremenico, stanziati a Castello di Sarzana, incaricano la “Compagnia” di Tremenicesi che lavoravano a Domodossola di costruire la parte muraria della Cappella del SS. Rosario nella Chiesa di Tremenico, alla quale gli stessi Rubini regalarono anche la pala della Vergine.
1624
La stessa famiglia Rubini fa costruire l’Oratorio di S. Carlo in Tremenico.
1635
“si fanno il choro e le cornici conforme quelli di S.to Guirico di Dervio”
1642
Si rialza di nuovo la Chiesa.
1654
Inizia la costruzione del campanile che viene terminata dopo 9 anni.
1665
Originariamente la chiesa era orientata con l’altare a monte e l’ingresso a valle. Nel 1665 si costruisce l’attuale facciata e la Chiesa assume l’aspetto attuale, ruotato con l’ingresso verso la piazza e la fontana Pileu.
1684
Viene costruita la Cappella di S. Antonio e messo in opera il suo quadro;
1686
Viene costruita la Cappella si S. Giuseppe;
1696
E’ messo in opera il grande quadro di S.Agata di autore ignoto
1784
Viene montato l’altare maggiore donato dai Tremenicesi della “Confraternita del SS. Rosario” in Venezia.
1797
Dopo le vittorie napoleoniche, la chiesa è costretta a consegnare alla Repubblica Cisalpina alcuni arredi ecclesiastici preziosi (candelabri, ostensori, lampade, la grande Croce portatile).
1853
Il Parroco Don Bellati fa installare nella Chiesa l’organo con la cantoria.
1878
La Chiesa viene ampliata in forma di croce latina.
1892
Viene rifatto l’altare della cappella di S. Antonio, vengono sostituite le tre esistenti campane con tre nuove fabbricate dalla fonderia Pruneri di Grosio in Valtellina, il cui concerto fu completato nel 1900, in memoria del Giubileo dell’Anno Santo, con l’aggiunta delle due campane piccole
1894
Viene rifatto l’altare della cappella di S. Giuseppe e viene collocata anche la statua del santo.
1897
Viene rifatto l’altare del SS. Crocefisso, anche la facciata viene rifatta interamente ed il pittore Luigi Tagliaferri di Pagnona viene chiamato a realizzare le figure di santi nelle nicchie esterne e gli affreschi nell’interno della Chiesa.
1898
Con il contributo di tutti i parrocchiani, vengono acquistati nuovi banchi.
1942
In esecuzione del Regio Decreto del 23 Aprile 1942 che disponeva la consegna delle campane, gli operai della Ditta Ottolina di Seregno ritirano tre delle cinque campane esistenti (una delle quali si rompe nel calarla dal campanile) per un totale di 1530 kg di bronzo, compresi i rottami. L’anno successivo, dopo la firma dell’armistizio dell’8 Settembre 1943, si apprende che le campane non sono ancora state fuse e possono essere recuperate. Le due campane intatte tornano al campanile nel 1944, i rottami di quella rotta vengono affidati ai Frati Olivetani di Seregno che li custodiscono finchè, nel 1951 non si raggiunge l’accordo con la Ottolina per il loro riutilizzo nella fusione di una nuova campana da 450kg. La campana viene inserita nel campanile l’8 ottobre dello stesso anno.
1962
L’orologio della metà del Seicento sistemato nel campanile, a carica manuale (la forza motrice era data da due pesi di pietra, che ogni giorno dovevano essere sollevati mediante due argani fino all’altezza dell’orologio), viene modificato a spese del comune con il meccanismo delle lancette dei minuti, un nuovo quadrante con le cifre in rame e un pendolo indipendente dalle variazioni di temperatura. Nel 1987 il meccanismo viene motorizzato. Nel 1988 viene installata una protezione per i campanari contro la caduta dei pesi dell’orologio.
1964
Col contribuito di tutti i parrocchiani, viene rifatta la pavimentazione dell’altare con marmo bianco di Carrara e nero del Belgio.