Gentoo: perché?

Lo ammetto, non capita tutti i giorni. Ma ogni tanto ti trovi tra le mani un PC, decidi di metterci GNU/Linux , controlli l’hardware, verifichi la compatibilità, fai un rapido giro a vedere se c’è qualche novità e poi ti assale il dubbio. Che distribuzione ci metto?

Ne ho provate tante di distribuzioni e ognuna ha cose più o meno utili/interessanti. Negli ultimi cinque anni sul mio PC uso Gentoo e da due anni a lavoro uso Fedora. A Federica ho messo Mandriva, Fedora e Ubuntu. Ma ora che mi trovo a dover installare un nuovo PC ho fatto una nuova carrellata delle distribuzioni sul mercato e alla fine ho deciso: riallineo tutti i PC su cui riesco a mettere mano con Gentoo.
Perché Gentoo? Innanzitutto perché è la distribuzione che conosco meglio. Poi perché l’hardware su cui dovrà girare è abbastanza datato e le possibilità sono solo due: usare software datato o usare software recente cercando di spillarne il massimo delle prestazioni. Con il passare del tempo i software si sono arricchiti di funzionalità e ritocchi estetici che hanno avuto come scotto un aumento dei requisiti hardware per farli girare. La maggior parte delle distribuzioni precompilate compila ancora per i386 (con qualche eccezione comunque basata su Gentoo, come Sabayon Linux). Con Gentoo posso ottenere eseguibili ottimizzati per il sistema su cui dovranno girare. Bello. L’unico problema è che con Gentoo il software va compilato, e la compilazione richiede tempo. Poco male, almeno nel mio caso: quattro dei PC su cui dovrà girare sono dei PentiumIII, uno è un Pentium 4 di prima generazione. Soluzione: compilare tutto una volta sola, possibilmente usando la potenza contemporanea dei vari PC grazie a distcc usando un’ottimizzazione appena inferiore a quella ottima per poter usare gli stessi binari anche sul Pentium4. O in alternativa compilare il tutto in una bella Virtual Box e poi installare l’immagine sui vari PC. Probabilmente alla fine adotterò questa soluzione, se non altro per avere meno rumore e meno fili sparsi per casa. Voi che distribuzione usate? Perchè?

4 commenti su “Gentoo: perché?”

  1. Sanchan ha detto:

    La discussione mi piace 🙂
    Ma forse è meglio un articolo che un commento, se riesco prendo spunto dalle tue osservazioni per buttar giù un articolo da postare qui, così proseguiamo il discorso più in topic 🙂

    Per la documentazione sui cgroup trovi tutto nella documentazione del kernel, di solito qui:
    /usr/src/linux/Documentation/cgroups.txt

    Per ricompilare il kernel su sabayon questo HOWTO sembra fatto bene: http://wiki.sabayonlinux.org/index.php?title=HOWTO:_Upgrade_kernel_using_genkernel

    Per il resto, sabayon è gentoo, con un po’ di fronzoli in più. Puoi passare dall’utilizzo dei pacchetti precompilati a quelli fatti su misura usando da shell emerge al posto di equo o porthole al posto di spritz.
    Ci vuole solo un po’ più di tempo per installare i pacchetti perche in gentoo vanno compilati.

  2. Gianluca ha detto:

    Non vorrei innescare una discussione, per quanto utile, quindi se lo preferisci possiamo approfondire il discorso via mail. Per me è lo stesso.
    Fatta questa premessa, il mio pensiero (ma forse sbaglio) è che un desktop linux che sia “accattivante” dal punto di vista grafico non debba essere secondo a vista, a parità di macchina su cui è installato. Anche perchè la macchina in questione ha un hardware abbastanza pompato per “sprecarlo” (passami il termine) con xfce. E’ per questo motivo che mi ostino a tentare di usare kde cercandogli di spremere le stesse prestazioni di Vista.
    L’idea di partire da zero e costruirmi un sistema su misura mi è sempre piaciuta, ma purtroppo gentoo è ancora troppo per me… Spero che sabayon possa essere una buona “palestra” in questo senso.
    Alla fine dei conti, l’idea che mi anima riprende a grandi linee osX: un sistema preparato ed ottimizzato per la macchina in questione. Spero solo che questo sia possibile con un os libero….

    ps: un po’ di documentazione sui cgroup e su come “sistemarli” nella mia sabayon dove la posso trovare?

  3. Sanchan ha detto:

    In realtà il mio obbiettivo non sono le prestazioni quanto la libertà di scelta. Ho provato anche io Sabayon Linux giusto questa mattina sul mio portatile, un Pentium III 800MHz con 128 Mb di RAM. La versione che ho provato è la stessa che hai provato tu, ma in edizione LiveCD. Posso dirti che l’ho trovata incompleta, mancante del supporto PCMCIA, senza il quale la mia scheda di rete non va. L’ho trovata anche lenta rispetto a Gentoo che usavo installata sul portatile (prima che il disco fisso morisse): purtroppo non è granché come paragone perché la live è intrinsecamente lenta per la poca ram e la dipendenza dal lettore CD invece che dal disco fisso. Ma sto divagando. Per i rallentamenti nei task più comuni posso dirti che ci sono buone probabilità che dipenda da come è stato preparato il kernel e dal windows manager che hai scelto.
    Prova a compilare sulla tua Sabayon un kernel con la stessa configurazione di quello fornito nella distribuzione ma con il supporto per i cgroup disattivato: è una cosa che ha senso usare sui server ma che quasi tutte le distribuzioni compilate includono. Come ambiente Desktop ti consiglio di utilizzare Xfce: è più leggero dei due più famosi Gnome e Kde. E konqueror (dolphin su kde4) è tra i più lenti file manager per linux.

  4. Gianluca ha detto:

    Da poco ho installato sul mio portatile (un HP con un T7500, 3 GB di ram ed un WD sata) Sabayon 3.5 e devo dire che la prima impressione rispetto alle altre distro (in ordine cronologico: fedora, ubuntu e suse) è davvero buona. Semplice, accattivante, molto ricca dal punto di vista del software e sufficientemente veloce.
    Rimane di fondo un problema: premettendo che non sono assolutamente una persona competente in materia, la sensazione nell’utilizzare una qualsiasi distro è di essere sempre un po’ legati in termini di reattività generale rispetto all’antagonista di Redmond. Mi spiego meglio: piccoli rallentamenti nell’esecuzione dei task più comuni come rinominare una cartella, inspiegabili “ingrigimenti” di applicazioni durante il loro normale utilizzo… tutto questo va pesantemente in contrapposizione con quello che io, utente alle prime armi, mi aspetto da un sistema Linux.
    Ok, certamente mettendo mano in maniera competente surclasserei Vista in termini di reattività, ma il newbie che si affaccia per la prima volta al mondo del pinguino rimane colpito da questi fattori e di corsa fa marcia indietro.

    Credo quindi che il grosso sforzo che le distro dovranno fare in questi anni per ritagliarsi un posto al sole ancora maggiore sia quello di rendere accessibile a tutti le prestazioni che, ahimè, si hanno con i prodotti commerciali.

    Mi rendo conto di esser andato pesantemente fuori argomento, e me ne scuso, ma mi faceva piacere scambiare questa idea con un utente che ha fatto delle “prestazioni” il suo obiettivo.

    Ciao ciao

Commenti chiusi