Data Portability e job search on line

Tutto incomincia da questa news del 3 aprile 2008, ripresa da “Reporter Diffuso” di Marco Montemagno: Data Portability: connect. control. share. remix.
[flash]http://www.vimeo.com/610179/l:embed_610179[/flash]
DataPortability – Connect, Control, Share, Remix from Smashcut Media on Vimeo.

Innanzitutto, lasciatemi dire che la presentazione è semplicemente bellissima. La proposta poi è di quelle entusiasmanti: basta con la costrizione a reinserire tutte le volte i propri dati per ciascun servizio web che si decide di sottoscrivere! Si perde un sacco di tempo, si creano dati duplicati e non sincronizzati tra loro e -soprattutto – si perde il controllo su CHI e COME e PERCHE’ maneggia le nostre informazioni personali.
Creiamo un unico file di profilo in formato standard e open che possa essere creato un’unica volta, aggiornato un’unica volta ed importato in ciascuna registrazione che vogliamo fare.
Questa è la proposta del progetto dataportability.org. Perfetto, peccato che si sia rivolto solo a quella folla di applicazioni web2.0 create per il “tempo libero”: Facebook, Linkedin, Twitter, Flickr etc..
Ora, se la cosa andasse in porto sarebbe più proficuamente applicata in casi quali i siti di collocamento on line. Mai capitato? Si cerca un lavoro con i vari motori (Monster, TrovoLavoro, InfoJobs, Jobrapido, Kijiji etc…) e per iscriversi ecco che bisogna compilare per ciascuno il CV on line. Stessa cosa quando ci si rivolge direttamente alle grandi aziende: “recruiting on line: registrati e inserisci il tuo cv”.
Pia illusione che basti allegare il proprio onesto Cv in pdf. NO! Bisogna seguire il modulo on line dove – nei 3/4 dei casi – mancano titoli di studio, corsi di laurea e persino università (chiaro segnale che non sarai mai convocato per un colloquio). Le qualifiche professionali sono gestite nel gergo interno dell’azienda e, peggio di ogni altra cosa, la sessione scade prima che tu abbia potuto terminare l’odioso form. Come se cercarsi un lavoro non fosse già di per sé impresa titanica!

Implicazioni ed ostacoli

I dati degli utenti sono oro per o siti web, difficile dunque credere che si pieghino a sistemi che li espropriano di questo valore. Come giustamente osservano i promotori dell’iniziativa:

It’s easy to get bogged down in the thought that altruism in the corporate world rarely pays dividends. It’s hard to create a business from users who are freely able to download their data from your site and take them elsewhere if they choose. The if-you-love-someone-set-him-free mentality may work for Sting, but conventional business wisdom points to the opposite being true: if you love your users lock them in.

Questo è tanto più vero per i siti di collocamento on line, tant’è che normalmente è possibile candidarsi solo attraverso appositi moduli: il contatto diretto persona-azienda vanificherebbe la mediazione del sito (e le aziende pagano per le inserzioni). Dunque, cosa potrebbe spingere nella direzione dell’adozione di un formato standard per le identità virtuali delle persone in cerca di occupazione?

Portable data is usable data. […] If your data isn’t locked away behind a firewall – if instead it’s accessbile by easy-to-use and reliable API’s – then you could do anything you wanted to with that data. Which is exactly what you wanted to do in the first place.

Vero per gli utenti e -fino ad un certo punto – per le aziende inserzioniste. Meno convincente per i siti web che offrono il servizio di pubblicazione di annunci di lavoro che perderebbero gli introiti dalle inserzioni e dalla pubblicità fino a vedersi ridotte a meri collettori di profili lavorativi gestiti esternamente.
Ne consegue che – pur con gli ovvi vantaggi del caso – sarà difficile smuovere il settore dallo stato di fatto…e noi disoccupati continueremo col tedio delle registrazioni e la perdita di tempo degli aggiornamenti. Non si vive di solo pane, no? ;(
Consoliamoci: lo standard è ancora lungi da venire dunque, se tra un’occupazione precaria e l’altra avanza tempo, possiamo dedicarci a contribuire al progetto e sperare che la prossima ricerca di lavoro sia meno noiosa e inutilmente ripetiva.

2 commenti su “Data Portability e job search on line”

  1. Ziqu ha detto:

    Thank you. But if you’re referring to the English text it’s not mine, it’s from Dataportability project authors.
    Now, the site has changed a lot from the time of my post but I’m sure you can find more interesting works on it

  2. Madelia ha detto:

    Good words.

Commenti chiusi